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Villaggio dei Ragazzi, chiudono liceo linguistico e alberghiero: il 2026 segna la fine di un’epoca

Maddaloni. Un esame di maturità destinato a rimanere nella memoria degli studenti: quello del 2026 sarà infatti l’ultimo per gli alunni del liceo linguistico e dell’istituto alberghiero del Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. A riportarlo l’edizione locale de Il Mattino.

Proprio nella mattinata della seconda prova scritta è arrivata la conferma che tutti temevano.

Oltre agli effetti della spending review, il Villaggio dei Ragazzi dovrà fare i conti con la chiusura degli indirizzi scolastici considerati troppo onerosi e caratterizzati da un numero ridotto di iscritti. I dati hanno portato alla decisione di sopprimere il liceo linguistico e l’istituto alberghiero. Di conseguenza, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, gli studenti ancora iscritti ai due percorsi dovranno trasferirsi in altre scuole con indirizzi equivalenti. È stata esclusa l’ipotesi di limitarsi al blocco delle nuove iscrizioni nelle classi prime, così come non è stata presa in considerazione la possibilità, ritenuta poco praticabile, di un accorpamento che desse vita a un unico polo scolastico multidisciplinare. Resteranno invece attivi la scuola dell’infanzia, lo storico istituto tecnico industriale, l’istituto tecnico aeronautico e l’Istituto tecnico superiore per la formazione post diploma, che rilascia titoli equipollenti a quelli universitari. Il piano di rilancio I provvedimenti rientrano in un programma articolato in tre punti per garantire un «rilancio finanziariamente sostenibile» del Villaggio dei Ragazzi.

Il commissario straordinario Domenico Posca, forte delle nuove competenze attribuitegli dalla Giunta regionale, è già al lavoro in vista del prossimo anno scolastico. Tra gli obiettivi prioritari, indicati dal governatore Roberto Fico, c’è il rientro immediato dal disavanzo di bilancio, pari a circa 220mila euro al mese. Un traguardo che, di fatto, sarebbe già stato raggiunto grazie a un risparmio superiore ai 100mila euro ottenuto attraverso la riduzione delle spese per incarichi legali e consulenze professionali. A questi interventi si aggiungono ulteriori economie sulle utenze, quantificate in circa 10mila euro annui, e sulla gestione dei conti correnti. Inoltre, il mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato di 25 lavoratori ha consentito di colmare nell’immediato il deficit finanziario.

Un insegnante ogni 3,3 alunni

La seconda fase del piano è ora diventata operativa con la chiusura dei due istituti, misura che elimina anche quella che Fico aveva definito una forte sproporzione tra il numero dei docenti e quello degli studenti. Attualmente il rapporto è di un insegnante ogni 3,3 alunni. Da settembre il numero dei docenti in servizio dovrebbe ridursi di almeno quaranta unità. Resta da definire il terzo passaggio del progetto, rappresentato dall’avvio di nuove iniziative socio-educative

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