
Marcianise. Non saranno più detenuti in carcere i quattro uomini coinvolti nell’inseguimento che lo scorso maggio si concluse tra Marcianise e Capodrise dopo una lunga corsa per sfuggire ai carabinieri. Il giudice per le indagini preliminari ha infatti disposto nei loro confronti l’obbligo di dimora nei rispettivi comuni di residenza, sostituendo la precedente misura cautelare.
I quattro erano stati arrestati insieme a un quinto complice il 22 maggio scorso, al termine di una movimentata operazione delle forze dell’ordine lungo viale Carlo III. Dopo l’arresto erano stati trasferiti in carcere poiché le abitazioni indicate non erano state ritenute idonee per l’applicazione degli arresti domiciliari.
Nei giorni scorsi i legali degli indagati hanno presentato una nuova richiesta per ottenere una misura meno severa, evidenziando la possibilità di garantire comunque il controllo sugli assistiti. L’istanza è stata accolta dal gip, che ha ritenuto sufficiente l’obbligo di dimora per monitorare i movimenti degli indagati e limitare il rischio di eventuali ulteriori condotte illecite.
La vicenda aveva attirato grande attenzione per le modalità con cui si era svolta. I cinque viaggiavano a bordo di un’Audi RS quando erano stati intercettati dai carabinieri. Ne era nato un lungo inseguimento terminato in viale Europa, a Capodrise. Una volta fermata l’auto, gli occupanti avevano tentato di allontanarsi a piedi, ma erano stati raggiunti e bloccati dai militari.
Durante la perquisizione del veicolo gli investigatori avevano rinvenuto numerosi strumenti ritenuti compatibili con attività di scasso: piedi di porco, cacciaviti, flessibili, mazze e guanti. All’interno dell’auto erano stati trovati anche una paletta simile a quelle in dotazione alle forze dell’ordine e alcune sirene, presumibilmente utilizzate per aprirsi un varco nel traffico durante la fuga.
Con il nuovo provvedimento cautelare, i quattro hanno lasciato il carcere ma dovranno rispettare le restrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.

