
CASTEL VOLTURNO. Nove imputati hanno optato per il rito abbreviato nell’ambito dell’inchiesta su una presunta organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti che, secondo gli investigatori, avrebbe riprodotto a Castel Volturno un sistema di spaccio simile a quello già visto in alcune aree della periferia nord di Napoli.
La richiesta di accesso al rito alternativo è stata accolta dal giudice per le indagini preliminari Carla Bianco del Tribunale di Napoli. La prossima udienza camerale è stata fissata per il mese di ottobre. Tra coloro che hanno scelto il rito abbreviato figurano Giovanni Gabriele, Ivan D’Aniello, Salvatore Gabriele, Emanuele Sammarco, Gennaro Ferrillo, Simone Vittorio Rovani, Pama Karamijit Singh, Francesco Costanzo e Flora Caianiello.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope, contestazione aggravata dall’ipotesi dell’utilizzo del metodo mafioso e dell’impiego di armi da fuoco. A loro vengono inoltre attribuiti numerosi episodi di cessione di droga.
L’indagine, condotta dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e del sostituto procuratore Andrea Gagliardi, ha concentrato l’attenzione sul Royal Residence di Pinetamare. Secondo l’accusa, il complesso residenziale sarebbe stato trasformato in una vera e propria piazza di spaccio, operativa senza interruzioni e frequentata da numerosi acquirenti.
Gli investigatori ritengono che il gruppo, composto da persone provenienti dall’area di Secondigliano, abbia imposto il proprio controllo all’interno della struttura, dove vivono decine di famiglie. Le attività investigative hanno preso avvio nella seconda metà del 2023, in seguito a un incendio scoppiato in un appartamento del residence. Gli inquirenti hanno interpretato quell’episodio come un possibile atto intimidatorio volto a consolidare il controllo dell’organizzazione sul territorio e sui residenti.

