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Pizzo del clan, 2 condanne chieste per fedelissimi del ras

GRAZZANISE. Si avvia verso la fase conclusiva il processo che vede imputati due presunti esponenti vicini ad Antonio Mezzero, storico referente del clan dei Casalesi. Nel corso dell’ultima udienza, il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Vincenzo Ranieri, ha formulato le richieste di condanna nei confronti di Vincenzo Addario e Giuseppe Diana, accusati a vario titolo di estorsione e tentata estorsione aggravate dal metodo mafioso.

Davanti alla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Rosetta Stravino, il magistrato antimafia ha chiesto una pena complessiva di 14 anni e 10 mesi di reclusione per i due imputati. In particolare, per Addario sono stati richiesti 10 anni di carcere e una multa di 20mila euro, mentre per Diana la richiesta è di 4 anni e 10 mesi di reclusione con una sanzione pecuniaria di 10mila euro.

Il procedimento tornerà in aula nel mese di luglio, quando prenderanno la parola i difensori per le rispettive arringhe prima della sentenza.

L’inchiesta che ha portato al processo nasce dall’operazione eseguita nell’ottobre 2024 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Oltre ad Addario e Diana, l’indagine ha coinvolto altre undici persone, tra cui lo stesso Antonio Mezzero, che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato.

Secondo gli investigatori, le attività investigative svolte tra settembre 2022 e giugno 2023 avrebbero consentito di ricostruire il tentativo di riorganizzazione di una struttura criminale riconducibile al clan dei Casalesi, operativa in numerosi comuni del Casertano, tra cui Casal di Principe, Grazzanise, Santa Maria La Fossa, Vitulazio, Capua, San Tammaro e Santa Maria Capua Vetere.

Al centro delle contestazioni vi sarebbe il ruolo di Antonio Mezzero, ritenuto dagli inquirenti figura di riferimento del gruppo Schiavone. Dopo la scarcerazione avvenuta nel luglio del 2022, al termine di una lunga detenzione iniziata nel 1999, Mezzero avrebbe tentato di ristabilire il controllo sul territorio nonostante fosse sottoposto prima alla libertà vigilata e successivamente alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Le indagini avrebbero inoltre documentato la disponibilità di armi da parte del gruppo criminale e una serie di attività finalizzate al consolidamento dell’organizzazione sul territorio.

Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Claudio Sgambato, Angelo Santoro, Dario Di Nardo e Claudio De Stavola. Costituite parte civile anche le associazioni Sos Impresa Rete per la Legalità della Campania APS e Ambulatorio Antiracket e Antiusura di Terra di Lavoro APS, rappresentate dagli avvocati Gianluca Giordano e Andrea Balletta.

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