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Scuola la boccia per troppe assenze, ma lei è in coma da 18 mesi

 

Regionale. Una vicenda che sta suscitando discussioni e interrogativi arriva da Battipaglia, dove una ragazza di 17 anni, ricoverata in stato di coma da circa diciotto mesi, è risultata non ammessa alla classe successiva al termine dell’anno scolastico.

 

La giovane frequenta l’Istituto superiore “Enzo Ferrari” ma non ha potuto prendere parte alle attività didattiche dall’ultima parte del 2024 a causa delle sue gravissime condizioni di salute. Nei giorni scorsi la famiglia ha ricevuto la comunicazione ufficiale relativa agli esiti dello scrutinio finale. Nel documento compare la dicitura “N.C.”, ovvero “non classificata”, formula utilizzata quando non esistono elementi sufficienti per esprimere una valutazione scolastica.

 

La decisione ha provocato la reazione del padre della studentessa, che avrebbe contestato il provvedimento ritenendolo inappropriato rispetto alla situazione della figlia. Secondo il genitore, infatti, lo stato di coma rende impossibile qualsiasi partecipazione alle lezioni e qualsiasi forma di verifica dell’apprendimento, circostanza che avrebbe dovuto essere valutata diversamente dall’istituto.

 

L’uomo avrebbe inoltre chiesto chiarimenti formali sulle procedure seguite dalla scuola, domandando una revisione dell’esito finale e l’annullamento dello scrutinio.

 

Dal canto suo, la dirigenza scolastica difende la correttezza dell’operato amministrativo. Il dirigente Luca Mattiocco ha spiegato che la normativa vigente non consentiva l’ammissione della studentessa in assenza totale di frequenza e soprattutto senza alcun elemento utile alla valutazione didattica.

 

Il preside ha inoltre sottolineato che la scuola non ha mai dimenticato la ragazza, ricordando come l’istituto abbia promosso momenti di vicinanza nei suoi confronti e come una docente si sia recata personalmente presso l’abitazione della famiglia per manifestare sostegno e solidarietà.

 

La differenza rispetto all’anno scolastico precedente sarebbe legata proprio alla disponibilità delle valutazioni. Nel precedente anno, infatti, erano presenti voti e giudizi maturati durante il primo quadrimestre che avevano consentito il passaggio alla classe successiva. Quest’anno, invece, l’assenza totale di elementi valutativi avrebbe impedito qualsiasi decisione diversa.

 

Al centro della vicenda vi è l’applicazione delle norme che regolano la validità dell’anno scolastico. La legislazione prevede il rispetto di una soglia minima di frequenza, con possibili deroghe per motivi di salute particolarmente gravi. Tuttavia tali deroghe non sostituiscono la necessità di una valutazione didattica, che resta indispensabile per l’ammissione all’anno successivo.

 

Un caso che va oltre gli aspetti burocratici e che ha acceso il dibattito tra chi richiama il rispetto delle regole e chi, invece, ritiene che situazioni così eccezionali meritino soluzioni straordinarie e una particolare attenzione sul piano umano.

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