
Recale/Santa Maria Capua Vetere/Marcianise. Un affare da centinaia di migliaia di euro, una Lamborghini Revuelto finita al centro di una controversa compravendita e una serie di presunte pressioni che, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, avrebbero portato alla nascita di un asse tra esponenti riconducibili ai clan Belforte e Casalesi. È questo uno dei filoni dell’inchiesta che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di dodici persone tra le province di Caserta e Napoli.
Al centro della vicenda compare Carmine Derrotti, broker di auto di lusso originario di Caivano, attivo nel settore delle supercar con contatti in Germania e affari anche nel Nord Italia. Un nome che emerse in un’altra indagine nella quale Derrotti sarebbe coinvolto per una presunta truffa relativa a una supercar da circa 600mila euro destinata al calciatore del Milan Rafael Leao. Il giocatore portoghese, va precisato, è completamente estraneo ai fatti contestati dei quali fu vittima.
Per quanto riguarda l’indagine attuale, tutto nasce tra novembre e dicembre 2024 quando, secondo la ricostruzione contenuta negli atti, Derrotti avrebbe intermediato la vendita di una Lamborghini Revuelto attraverso un concessionario del Foggiano. Un imprenditore di Curti, che collaborava con il broker, avrebbe individuato rapidamente un acquirente: una società napoletana che versa immediatamente 300mila euro, concordando il pagamento rateale della parte restante.
L’operazione però si interrompe dopo alcuni approfondimenti sul veicolo. Dagli accertamenti sul telaio emergerebbe infatti che la supercar sarebbe stata introdotta in Italia in maniera irregolare, attraverso uno sdoganamento senza versamento dell’Iva. Per evitare conseguenze sulla propria attività, l’imprenditore restituisce la somma ricevuta all’acquirente e riconsegna la vettura alla concessionaria foggiana.
Da quel momento, secondo la denuncia raccolta dagli investigatori, iniziano le tensioni. Derrotti avrebbe preteso la restituzione dell’auto o il pagamento di 600mila euro, cifra che riteneva corrispondente alla perdita economica subita. Al rifiuto dell’imprenditore sarebbero seguiti episodi ritenuti intimidatori. Negli atti si parla, tra l’altro, della visita di due uomini giunti a bordo di una BMW X6 con targa tedesca presso l’abitazione del denunciante a Santa Maria Capua Vetere. L’imprenditore ha riferito agli investigatori di aver percepito nei due visitatori una tipica inflessione dialettale riconducibile all’area casertana.
Le accuse restano al momento tutte da verificare nelle successive fasi del procedimento. Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.
Le persone coinvolte dalle perquisizioni (ed ovviamente innocenti fino a prova contraria) sono Marco Albertini, Pasquale Apicella, Francesco Argenziano, Cuono Domenico Buonavolontà, Pasquale Campolattano, Pasquale Corvino, Carmine Derrotti, Andrea Menditti, Fabrizio Menditti, Antonio Rosato, Lorenzo Smeragliuolo e Marco Varletta. Le perquisizioni sono scattate a Recale, Marcianise, Maddaloni, Casapulla e Napoli.

