
Maddaloni. Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli si comunica che nelle prime ore della mattinata odierna, in provincia di Caserta, i Carabinieri della Compagnia di Maddaloni del capitano Federico Arrigo hanno dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 4 persone:
I nomi
| Nome e Cognome | Età | Soprannome | Residenza |
|---|---|---|---|
| Salvatore Farina | 29 anni | — | Via G. Bruno Maddaloni |
| Francesco Pio Iorio | 23 anni | “Mazzetta” | Via Napoli Maddaloni |
| Vincenzo Folgieri | 63 anni | “O’ Muccus” | Via De Chollet 8, Maddaloni |
| Michele Giannetti | 23 anni | “Francesco O’Russ” | Via Carlo Alberto Dalla Chiesa Maddaloni |
(nella foto di copertina Folgieri e Iorio)
La vicenda trae origine dalla denuncia presentata il 5 maggio 2026 da Gennaro Silvestri, pluripregiudicato ed ex affiliato al clan Sacco-Bocchetti, che in passato aveva collaborato con la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli rendendo dichiarazioni auto ed eteroaccusatorie nell’ambito di un percorso di collaborazione conclusosi nel 2019.
Davanti ai Carabinieri, Silvestri ha riferito di essere stato vittima, nei giorni 1 e 2 maggio 2026, di gravi minacce e intimidazioni che lo avrebbero costretto ad abbandonare l’abitazione di Maddaloni dove viveva con la propria famiglia. A seguito dei fatti denunciati, l’uomo avrebbe lasciato la Campania trasferendosi con i familiari in un’altra regione italiana, dove ha poi formalizzato la denuncia che ha dato origine all’indagine.
Secondo l’accusa, tra l’1 e il 2 maggio 2026 a Maddaloni, Vincenzo Folgieri, Salvatore Farina, Francesco Pio Iorio e Michele Giannetti, agendo in concorso e con un unico disegno criminoso, avrebbero costretto Gennaro Silvestri e la compagna ad abbandonare la propria abitazione e a lasciare la città.
L’azione sarebbe iniziata il 1° maggio 2026 quando Vincenzo Folgieri, accompagnato da un soggetto non identificato, avrebbe minacciato lei in strada, intimandole di lasciare Maddaloni insieme al figlio perché compagna di un collaboratore di giustizia.
La mattina del 2 maggio 2026, Farina, Iorio e Giannetti si sarebbero presentati presso l’abitazione di Gennaro Silvestri, rivolgendogli pesanti minacce e intimandogli di lasciare immediatamente l’appartamento. Secondo la contestazione, Giannetti, armato di pistola, avrebbe colpito Silvestri alla fronte con il calcio dell’arma, mentre Farina e Iorio avrebbero tentato di aggredirlo fisicamente. I quattro avrebbero quindi sorvegliato l’uscita delle vittime dall’abitazione, costringendole a raccogliere in fretta pochi effetti personali e ad allontanarsi.
Poco dopo, all’esterno dell’ufficio postale di Maddaloni, Folgieri avrebbe nuovamente avvicinato Silvestri, reiterando le minacce per accelerarne la partenza.
L’accusa sostiene che tali condotte abbiano consentito agli indagati di ottenere l’effettiva disponibilità dell’immobile occupato dalle persone offese, provocando un danno alle vittime.
I fatti sono contestati con le aggravanti dell’uso di un’arma, della partecipazione di più persone riunite, della commissione del fatto presso l’abitazione delle vittime e dell’impiego del cosiddetto metodo mafioso, idoneo a far ritenere alle persone offese di trovarsi di fronte a una richiesta proveniente da un’organizzazione camorristica. Per Michele Giannetti è contestata inoltre l’aggravante di aver agito mentre era sottoposto agli arresti domiciliari.

