
SESSA AURUNCA. Nuovi particolari stanno emergendo nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Vincenzo Iannitti, il 20enne ucciso a San Castrese dal coetaneo Victor Uratoriu, 19 anni, che ha già ammesso le proprie responsabilità davanti agli investigatori.
Tra gli elementi che hanno maggiormente colpito chi sta seguendo il caso vi è la modalità con cui il corpo della vittima sarebbe stato occultato dopo il delitto. Secondo quanto emerso dalle indagini, il cadavere sarebbe stato manipolato nel tentativo di ritardarne il ritrovamento. In particolare, la testa del giovane sarebbe stata ricoperta da un sacchetto di plastica fissato nella parte inferiore con del nastro adesivo. Successivamente il corpo sarebbe stato lanciato da un terrazzo e poi nascosto sotto uno strato di terreno.
Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire ogni fase della vicenda e soprattutto il movente che ha portato alla morte del ventenne. Vincenzo e Victor erano molto legati e trascorrevano gran parte delle loro giornate insieme, circostanza che rende ancora più difficile comprendere cosa possa aver provocato la tragica escalation culminata nell’omicidio.
Per chiarire definitivamente le cause della morte e la dinamica dell’aggressione sarà comunque necessario attendere i risultati degli accertamenti medico-legali disposti dall’autorità giudiziaria. Gli esami autoptici potrebbero fornire indicazioni decisive sulle lesioni riportate dalla vittima e sulle modalità con cui è stato consumato il delitto.
Un ruolo importante nell’inchiesta potrebbe essere svolto anche dalle analisi informatiche. Gli investigatori hanno infatti sequestrato diversi dispositivi elettronici appartenenti sia alla vittima sia all’indagato. Tra questi vi sarebbe anche il telefono cellulare di Vincenzo Iannitti, già affidato a consulenti tecnici incaricati di esaminare il contenuto delle memorie digitali.
Messaggi, fotografie, conversazioni, appunti e cronologie di navigazione potrebbero contribuire a fare luce sui rapporti tra i due giovani nelle ore e nei giorni precedenti all’omicidio. Sotto sequestro sono finiti anche altri dispositivi utilizzati dalla vittima, oltre ai telefoni cellulari e al computer di Victor Uratoriu. Elementi che potrebbero rivelarsi fondamentali per completare il quadro investigativo e comprendere ogni dettaglio di una vicenda che continua a suscitare profondo sgomento nella comunità.

