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Rifiuti e clan, blindato il sequestro milionario

CASAL DI PRINCIPE. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il provvedimento di sequestro preventivo per un valore di circa 1,6 milioni di euro emesso nell’ambito di un’indagine che riguarda la gestione di rifiuti speciali non pericolosi e presunti rapporti con ambienti della criminalità organizzata.

Al centro dell’inchiesta figura Stanislao Corvino, destinatario di contestazioni che comprendono anche l’ipotesi di associazione di tipo mafioso. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe operato nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti mantenendo rapporti con soggetti ritenuti vicini a un’organizzazione camorristica attraverso la società New Ecology. L’azienda risulta formalmente amministrata dal fratello Francesco Corvino, 37 anni.

Le accuse riguardano in particolare la gestione e il conferimento di grandi quantità di rifiuti speciali non pericolosi. Tra questi vi sarebbero fanghi provenienti dalla lavorazione industriale del pomodoro che, secondo quanto emerso dagli accertamenti, sarebbero stati smaltiti in diversi comuni delle province di Caserta e Napoli, tra cui Capua, Cancello e Arnone, Mondragone, Castel Volturno e Nola.

Nel procedimento risultano coinvolte anche altre persone residenti tra il Casertano e il Napoletano. A Stanislao Corvino e Mario Camasso viene contestata inoltre l’aggravante del metodo mafioso.

La decisione del Riesame conferma quindi la validità del sequestro patrimoniale già disposto dalla magistratura, che interessa beni e disponibilità economiche ritenuti collegati alle attività finite sotto la lente degli investigatori.

Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e accertare eventuali responsabilità. Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.

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