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Rete del boss, processo bis per 7

CASAL DI PRINCIPE/GRAZZANISE. Si aprirà il prossimo 9 settembre davanti alla Corte d’Appello di Napoli il nuovo capitolo giudiziario dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha coinvolto Antonio Mezzero e altri imputati ritenuti parte di una presunta struttura criminale attiva nel territorio casertano.

La quarta sezione penale ha infatti disposto la citazione di sette persone già giudicate in primo grado nell’ambito del procedimento conclusosi nel dicembre 2025 con diverse condanne. Al centro delle indagini resta la figura di Antonio Mezzero, ritenuto dagli investigatori punto di riferimento di un gruppo che, secondo l’accusa, avrebbe ripreso a operare dopo il suo ritorno in libertà, avvenuto nell’estate del 2022 dopo una lunga detenzione.

Secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta, gli investigatori avrebbero documentato una serie di rapporti, incontri e presunte attività illecite sviluppatesi tra il 2022 e il 2023. Le risultanze raccolte dai carabinieri sarebbero confluite nel procedimento che ha portato alle sentenze di primo grado.

La condanna più severa era stata pronunciata nei confronti di Antonio Mezzero, al quale erano stati inflitti 14 anni di reclusione. Otto anni, invece, la pena stabilita per Michele Mezzero, indicato come suo stretto congiunto. Tra gli imputati coinvolti figurava anche Davide Grasso, destinatario di una condanna a 12 anni per le contestazioni formulate dalla Procura. Il suo nome, tuttavia, non compare nel decreto relativo alla prossima udienza davanti ai giudici di secondo grado.

Saranno invece chiamati a comparire Antonio Mezzero, Michele Mezzero, Carlo Bianco, Pietro Di Marta, Pasquale Natale, Andri Spahiu e Pietro Zippo.

Tra gli episodi contestati dagli inquirenti vi sono presunte intimidazioni rivolte a una coppia affinché lasciasse un immobile situato nel territorio di Bellona. Nell’ambito della stessa vicenda viene richiamato anche un incendio che avrebbe danneggiato un’automobile. Alcuni imputati sono inoltre accusati di reati collegati alla detenzione illegale di armi.

Con l’avvio del giudizio d’Appello, la vicenda torna ora all’esame dei magistrati napoletani che saranno chiamati a rivalutare il quadro accusatorio e le decisioni già adottate in primo grado.

Nel collegio difensivo figurano diversi professionisti del foro campano che seguiranno gli imputati anche nella nuova fase processuale.

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