
FRIGNANO. È iniziato davanti al tribunale di Taranto il processo nei confronti di tre ufficiali della Marina Militare chiamati a rispondere di una serie di presunti episodi di maltrattamenti, intimidazioni e violenze nei confronti di sottoposti. Tra le persone che si sono costituite parte civile figura anche un giovane militare originario di Frignano. Le contestazioni comprendono inoltre accuse di natura sessuale che avrebbero coinvolto alcune donne in servizio a bordo.
Nel corso della prima udienza, i legali degli imputati hanno nuovamente sollevato questioni relative alla competenza territoriale e alla giurisdizione del procedimento, eccezioni già presentate durante la fase preliminare. Le richieste sono state contrastate dagli avvocati delle parti civili, tra cui il legale Rosa Zaccariello. Dopo la camera di consiglio, il collegio giudicante ha rigettato le eccezioni avanzate dalla difesa, disponendo l’avvio del dibattimento e fissando il calendario delle prossime udienze. L’istruttoria entrerà nella fase centrale dopo la pausa estiva.
L’inchiesta riguarda fatti che sarebbero avvenuti nel 2021 a bordo della fregata Martinengo, impegnata in operazioni in acque internazionali. Secondo l’accusa, alcuni militari avrebbero subito comportamenti vessatori, offese, pressioni psicologiche e trattamenti degradanti da parte dei tre superiori.
Gli atti dell’indagine, coordinata dalla Procura Militare di Napoli, descrivono inoltre presunte molestie nei confronti di giovani soldatesse, che sarebbero state destinatarie di avances indesiderate, contatti fisici non richiesti, frasi offensive e minacce. In alcuni casi sarebbero stati utilizzati anche oggetti appuntiti come strumento di intimidazione.
Tra le conseguenze riportate negli atti, una militare avrebbe deciso di interrompere anticipatamente la propria esperienza nelle Forze Armate, mentre un’altra avrebbe denunciato insulti e atteggiamenti ritorsivi dopo aver respinto le attenzioni di un ufficiale. L’inchiesta documenta anche episodi di presunto esibizionismo, offese omofobe e comportamenti ritenuti umilianti nei confronti di altri membri dell’equipaggio. Le segnalazioni presentate da più militari hanno portato all’apertura delle indagini e al successivo rinvio a giudizio dei tre imputati.

