
Marcianise. Due detenuti finiranno sotto processo con accuse pesantissime legate a una vicenda avvenuta all’interno del carcere “La Dogaia” di Prato. Tra gli imputati figura anche un 48enne originario di Marcianise, insieme a un 37enne della provincia di Salerno. Entrambi dovranno rispondere di violenza sessuale di gruppo e tortura nei confronti di un altro recluso.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi si sarebbero verificati tra il 12 e il 14 gennaio del 2020 all’interno della cella numero 111 della quinta sezione dell’istituto penitenziario, dove i tre detenuti condividevano lo stesso spazio detentivo. La vittima, alla sua prima esperienza in carcere e con una situazione di particolare fragilità personale, sarebbe stata sottoposta a una serie di aggressioni fisiche e psicologiche culminate in ripetuti abusi sessuali.
Le accuse descrivono un quadro di violenze protratte nel tempo. L’uomo sarebbe stato colpito con schiaffi, pugni e ginocchiate, oltre a essere continuamente umiliato con insulti e minacce. Gli episodi più gravi si sarebbero verificati nei momenti in cui gli agenti della polizia penitenziaria non erano presenti nell’area della sezione.
Le aggressioni, secondo l’impianto accusatorio, sarebbero proseguite per diversi giorni con l’utilizzo di oggetti contundenti, tra cui bastoni di legno, e persino con una pentola arroventata che sarebbe stata poggiata sul capo della vittima. Le conseguenze fisiche riportate dal detenuto sono state rilevanti: traumi diffusi, ematomi, una frattura alla sesta costola destra e lesioni che hanno richiesto cure mediche. A queste si sarebbero aggiunti pesanti effetti psicologici, con conseguenze protrattesi per mesi dopo i fatti.
L’inchiesta ha preso una svolta decisiva grazie a un controllo effettuato dalla polizia penitenziaria all’interno del carcere. Durante alcune perquisizioni furono sequestrati telefoni cellulari detenuti illegalmente dai reclusi. Proprio nei dispositivi sarebbero stati trovati filmati che documentavano le presunte violenze, elementi che hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’accaduto.
La prima udienza del procedimento è stata fissata per il prossimo 10 luglio davanti al Tribunale di Prato.

