
Regionale/San Cipriano d’Aversa. Un duro intervento quello di Catello Maresca, noto magistrato, scrittore e politico di Napoli che in un video diffuso nelle scorse ore sui suoi canali social si è scagliato contro persone che esaltano Antonio Bardellino, boss di San Cipriano di Aversa fondatore dei Casalesi e leader della Nuova Famiglia. Ucciso ufficialmente in Brasile nel 1988, come la storia racconta. Ma il corpo non è mai stato trovato.
Nel suo sfogo, Maresca si rivolge direttamente a coloro che, soprattutto sui social, pubblicano commenti di apprezzamento sotto immagini e contenuti dedicati a personaggi del passato criminale del territorio come appunto Bardellino.
“Che cosa avete nella testa? Come si fa a venerare e considerare ancora validi gli esempi di persone che hanno avvelenato la nostra terra e ammazzato i nostri cari?”, afferma nel video, esprimendo tutta la propria indignazione.
Particolarmente duro il passaggio dedicato a chi definisce determinati boss come modelli da seguire. “Come si fa a dire che Bardellino era un numero uno, che era un uomo? Parliamo di persone che andrebbero allontanate per sempre anche dai nostri ricordi più bui”, sostiene.
L’intervento si trasforma poi in un appello a rafforzare il lavoro culturale e educativo sul territorio. Secondo l’autore, infatti, il problema non riguarda soltanto la lotta alla criminalità organizzata, ma anche il modo in cui una parte della società continua a percepire determinate figure.
“Non riesco a capire quanto ancora dobbiamo lavorare sulla cultura antimafia. Bisogna entrare nelle teste delle persone e capire come sia possibile che ci sia ancora chi prova ammirazione per certi personaggi”, dichiara.
Infine, l’affondo più severo nei confronti di chi continua a glorificare esponenti della criminalità organizzata: “Dovete vergognarvi. È inaudito. È come se qualcuno vi torturasse e voi provaste ammirazione per chi vi sta facendo del male”.
Parole forti che riaccendono il dibattito sull’importanza della memoria, della legalità e dell’educazione civica nei territori che per decenni hanno subito il peso della criminalità organizzata e delle sue conseguenze sociali ed economiche.

