
MARCIANISE. Si chiude con un colpo di scena in Cassazione una lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto un imprenditore edile di Marcianise e il suo commercialista. La Suprema Corte ha infatti annullato senza rinvio la condanna per calunnia pronunciata nei confronti di G.S., 45 anni, stabilendo che il fatto contestato non sussiste.
L’imprenditore era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a due anni di reclusione con pena sospesa. La decisione era stata successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Napoli.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe denunciato ingiustamente il proprio commercialista, sostenendo che quest’ultimo avesse utilizzato un documento contenente una firma che egli riteneva non autentica. Il professionista, a suo dire, avrebbe cercato di ottenere il pagamento di somme relative a prestazioni professionali che sarebbero già state saldate dalla società amministrata dall’imprenditore.
La vicenda nasce nell’ambito della gestione dei rapporti economici tra la società e il consulente fiscale. Durante le operazioni finalizzate alla chiusura dell’attività, il commercialista avrebbe avanzato una richiesta di pagamento per compensi professionali maturati. Per regolare la posizione debitoria venne predisposto un atto nel quale veniva riconosciuto il credito vantato dal professionista.
Successivamente, non essendo stato effettuato il pagamento, il commercialista avviò la procedura di recupero del credito ottenendo un decreto ingiuntivo. A quel punto l’imprenditore contestò la validità della documentazione, disconoscendo la firma apposta sull’atto e sostenendo che il debito fosse già stato estinto.
Da tali contestazioni scaturì il procedimento penale per calunnia. Tuttavia, nel ricorso presentato davanti alla Corte di Cassazione, il difensore Andrea Piccolo ha introdotto ulteriori elementi che hanno portato i giudici della sesta sezione penale a rivalutare l’intera vicenda.
La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata senza rinvio e ponendo definitivamente fine al procedimento penale a carico dell’imprenditore.

