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Pensione contestata, Inps vuole maxi somma: il verdetto

 

Maddaloni. Un pensionato di Maddaloni ottiene ragione davanti al Tribunale del lavoro di Santa Maria Capua Vetere nella controversia avviata contro l’INPS per una richiesta di restituzione superiore ai 23mila euro. Il giudice ha infatti dichiarato illegittima la pretesa avanzata dall’Istituto previdenziale nei confronti dell’uomo, chiudendo una vicenda che rischiava di avere pesanti ripercussioni economiche.

 

Al centro del procedimento vi era una comunicazione con cui l’INPS contestava al pensionato l’indebita percezione di alcune integrazioni legate alla pensione, in particolare la maggiorazione sociale e l’aumento sociale. Secondo l’Istituto, il beneficiario avrebbe superato i limiti reddituali previsti dalla normativa a causa di attività lavorative di tipo parasubordinato svolte nel tempo.

 

Da qui la richiesta di restituzione di 23.700 euro, considerati somme percepite senza averne diritto. Una contestazione che il pensionato, assistito dall’avvocato Domenico Carozza, ha deciso di impugnare davanti al giudice del lavoro.

 

Nel ricorso la difesa ha sostenuto che i redditi del pensionato non avessero superato le soglie fissate dalla legge per mantenere le prestazioni previdenziali contestate. Inoltre è stato evidenziato come l’INPS fosse già in possesso delle informazioni reddituali dell’uomo e che la richiesta di recupero sarebbe arrivata con notevole ritardo.

 

Il Tribunale ha accolto integralmente le argomentazioni presentate dalla difesa, riconoscendo l’illegittimità della richiesta avanzata dall’ente previdenziale. Per il pensionato maddalonese si conclude così favorevolmente una lunga vicenda giudiziaria che aveva generato forte preoccupazione per le possibili conseguenze economiche.

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