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Frode nel settore detergenti e profumi, arrestati imprenditori e prestanome

CASERTA. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Verona, supportati dai colleghi di Napoli, hanno eseguito otto misure cautelari nell’ambito di una vasta indagine su una presunta frode fiscale milionaria legata al commercio all’ingrosso di prodotti per la detergenza e la cura della persona.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Napoli dopo un’inchiesta coordinata dalla Procura Europea di Venezia in collaborazione con le autorità croate. L’indagine avrebbe fatto emergere un articolato sistema fraudolento con ramificazioni internazionali e una base operativa nell’area napoletana.

Secondo gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona, il gruppo avrebbe utilizzato società formalmente residenti all’estero per acquistare merce senza applicazione dell’IVA da aziende italiane. I prodotti venivano poi ceduti solo sulla carta a società “cartiere” campane, che successivamente li trasferivano a imprese filtro senza versare le imposte dovute.

Per rendere più difficile la ricostruzione delle operazioni, gli indagati avrebbero cambiato frequentemente le società coinvolte, intestando le partite IVA a persone considerate meri prestanome e spesso prive di beni.

Gli accertamenti, sviluppati in oltre un anno di attività investigativa, hanno consentito di quantificare un presunto danno erariale superiore ai 33 milioni di euro. Secondo l’accusa, il sistema avrebbe permesso di immettere sul mercato prodotti a prezzi particolarmente competitivi grazie all’evasione fiscale.

Già nei mesi scorsi l’autorità giudiziaria aveva disposto un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per circa 33,8 milioni di euro. Ora sono stati eseguiti due arresti in carcere nei confronti dei presunti promotori del sistema, quattro arresti domiciliari per altrettanti collaboratori e ulteriori misure interdittive e obblighi di firma per altri due indagati.

Come previsto dalla legge, per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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