
MARCIANISE. Si è conclusa con una richiesta di archiviazione la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolta una donna di Marcianise nell’ambito di una vasta inchiesta su presunte frodi informatiche e accessi abusivi ai sistemi bancari.
L’indagine era nata in seguito alle denunce presentate da numerosi correntisti che, improvvisamente, si erano ritrovati i conti correnti svuotati attraverso operazioni mai autorizzate. Diversi uffici giudiziari avevano avviato accertamenti preliminari, poi confluiti presso la Procura di Napoli, competente per territorio.
Secondo quanto emerso dalle investigazioni, gli indagati avrebbero fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata all’accesso abusivo a sistemi informatici, alla frode informatica ai danni di vari istituti di credito, alla falsificazione di documenti e al riciclaggio di denaro.
L’inchiesta coinvolgeva oltre cinquanta persone, tra cittadini italiani e stranieri. Gli investigatori ritenevano che alcuni soggetti esteri fornissero ai complici italiani dati sensibili delle vittime e codici di sicurezza utili a effettuare operazioni bancarie fraudolente. I soldi sottratti sarebbero poi confluiti su numerosi conti correnti riconducibili agli indagati. Nel corso delle indagini sarebbero state accertate oltre cento operazioni di prelievo di denaro.
Tra le persone finite sotto inchiesta anche L.C., residente a Marcianise, sui cui conti sarebbero transitati circa 20mila euro. La donna era difesa dall’avvocato Salvatore Gionti.
Nel corso dell’udienza preliminare, la difesa aveva ottenuto il ritorno del fascicolo in Procura, evidenziando un difetto procedurale relativo alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.
Successivamente, ricevuto il nuovo avviso, la difesa ha depositato una memoria nella quale veniva sostenuta l’estraneità dell’indagata all’associazione contestata e, per alcuni reati, l’intervenuta prescrizione. La Procura, condividendo le argomentazioni difensive, ha quindi chiesto al Gip l’archiviazione del procedimento.

