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Falsi documenti per il click day, scatta indagine: sei indagati

CASAL DI PRINCIPE/AVERSA. Un presunto meccanismo basato su documenti ritenuti irregolari per facilitare l’arrivo in Italia di lavoratori stranieri stagionali è finito sotto la lente della Procura di Perugia, che coordina una complessa attività investigativa.

L’inchiesta, nella quale vengono ipotizzati i reati di falso e truffa, ha portato i carabinieri a eseguire una serie di perquisizioni personali, domiciliari e informatiche nei confronti di sei indagati. Cinque di loro risiedono tra Casaluce, Casal di Principe e Lusciano, mentre un sesto soggetto, originario del Casertano, vive nel Perugino. Tra le persone coinvolte figurano anche un operatore di un patronato di Aversa e una consulente del lavoro del Salernitano.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati avrebbero predisposto e inoltrato numerose pratiche per il rilascio di nulla osta destinati a lavoratori stagionali nel comparto turistico e alberghiero, inserendo però elementi considerati non corrispondenti al vero.

Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione soprattutto sulle indicazioni relative agli alloggi destinati ai lavoratori stranieri e sulla reale consistenza economica e organizzativa dell’azienda coinvolta nelle richieste. Per gli inquirenti, il sistema sarebbe stato costruito per consentire l’ingresso di cittadini extracomunitari attraverso procedure apparentemente regolari ma fondate, secondo l’accusa, su dati non autentici.

Un ruolo centrale nell’indagine riguarda anche la provincia di Caserta. In diverse pratiche sarebbero stati indicati immobili situati a Casaluce come abitazioni destinate ai lavoratori stagionali. Secondo gli accertamenti, però, quegli immobili non avrebbero avuto i requisiti previsti dalla normativa e sarebbero stati utilizzati esclusivamente per dare un’apparenza di regolarità alle domande presentate agli uffici competenti.

Le pratiche finite nel fascicolo della Procura riguarderebbero circa 27 cittadini stranieri provenienti soprattutto dal Marocco, oltre che da Algeria, India, Bangladesh e Tunisia.

Le richieste sarebbero state preparate in vista del cosiddetto “click day”, il sistema online utilizzato per la gestione delle quote di ingresso riservate ai lavoratori stagionali.

Secondo il Nucleo Ispettorato del Lavoro dei carabinieri, nelle domande sarebbero stati inoltre inseriti dati economici e occupazionali ritenuti non veritieri sull’azienda coinvolta, tra cui il numero dei dipendenti e il fatturato. Elementi che, sempre secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero aumentato le possibilità di ottenere i nulla osta.

L’indagine è ancora nella fase preliminare. La Procura di Perugia sta proseguendo gli approfondimenti attraverso l’analisi del materiale sequestrato e della documentazione acquisita durante le perquisizioni.

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