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Drammi dopo interventi per dimagrire, 5 ore di testimonianza contro il medico

SANTA MARIA CAPUA VETERE. Nuova udienza davanti al giudice monocratico della Prima Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il dottor Sergio Enea, nel processo che vede imputato il chirurgo bariatrico Stefano Cristiano. Il medico è accusato di omicidio colposo per la morte di Francesco Di Vilio e di lesioni colpose gravi oltre che di falso in relazione alla vicenda di Angela Iannotta.

Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati i primi due consulenti nominati dalla Procura: il professor Bruno Di Filippo, ordinario di Chirurgia, e il professor Giovanni Gallotta, entrambi docenti dell’Università Federico II di Napoli. I due esperti hanno risposto alle domande del pubblico ministero Anna Ida Capone, dei legali di parte civile Gaetano e Raffaele Crisileo, dell’avvocato Ferdinando Trasacco per la clinica Villa del Sole di Caserta, citata come responsabile civile, e del difensore dell’imputato, l’avvocato Massimo Damiani.

Nel corso di oltre cinque ore di esame, i consulenti hanno ricostruito la vicenda clinica di Angela Iannotta, soffermandosi in particolare sulla gestione del decorso post operatorio. Secondo quanto riferito in aula, la donna venne sottoposta a due interventi di bypass gastrico eseguiti dal dottor Cristiano, per poi andare incontro a gravi complicazioni culminate in un coma causato da necrosi di organi interni.

Successivamente la paziente fu sottoposta ad altri due interventi all’ospedale di Caserta prima del trasferimento al Secondo Policlinico di Napoli, dove il professor Francesco Corcione eseguì un delicato intervento chirurgico durato oltre nove ore. Proprio l’operazione effettuata da Corcione è stata definita dai consulenti della Procura “una vera opera d’arte chirurgica”. In aula, i professori Di Filippo e Gallotta hanno inoltre descritto Corcione come uno dei pionieri della chirurgia laparoscopica di fama internazionale.

La prossima udienza è fissata per il 22 giugno. In quella sede saranno ascoltati gli ufficiali di polizia giudiziaria che hanno condotto le indagini e la consulente grafologa incaricata di esaminare la firma apposta sul consenso informato che Angela Iannotta ha sempre sostenuto di non riconoscere come propria. Successivamente è previsto anche l’esame del professor Gaetano Buonocore, docente di Medicina legale.

Il dottor Stefano Cristiano è già stato condannato in primo grado a due anni di reclusione dal Tribunale di Nola per omicidio colposo legato alla morte di Raffaele Arcella, 29enne di Caivano, deceduto dopo un intervento di bypass gastrico eseguito presso la clinica Trusso di Ottaviano. Quel procedimento è attualmente pendente davanti alla Corte d’Appello di Napoli.

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