
CASERTA. A distanza dalle prime notizie sull’invito a dedurre notificato dalla Procura regionale della Corte dei Conti, emergono nuovi particolari sulle spese finite sotto la lente degli investigatori e ritenute meritevoli di ulteriori approfondimenti. L’attenzione non si concentra soltanto sull’importo complessivo contestato, ma anche sulla natura di numerosi pagamenti effettuati con la carta di credito di servizio durante il periodo in cui Antonio Limone guidava l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici.
Tra gli elementi esaminati figurano ricevute relative a pranzi e cene consumati in ristoranti di particolare prestigio, compresi locali affacciati sulla Costiera e lo storico ristorante napoletano “Zi Teresa”. Secondo la Procura contabile, tali spese dovranno essere adeguatamente motivate e ricondotte ad effettive esigenze istituzionali, aspetto sul quale si concentreranno le controdeduzioni della difesa.
Nel fascicolo trovano spazio anche acquisti considerati inconsueti per un utilizzo della carta aziendale. Tra questi compaiono omaggi floreali, oggetti destinati a regali e perfino bottiglie di grappa barricata e spumante. Gli inquirenti stanno verificando se tali esborsi fossero realmente collegati ad attività di rappresentanza dell’ente oppure se mancassero i necessari presupposti amministrativi per giustificarli.
Un altro capitolo riguarda i doni destinati ai dipendenti in occasione dei matrimoni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’acquisto di gioielli come regalo di nozze sarebbe stato seguito nel tempo come una consuetudine interna, ma una prassi di questo tipo, secondo l’ipotesi accusatoria, non troverebbe corrispondenza nelle ordinarie modalità di gestione delle amministrazioni pubbliche.
Tra gli episodi che hanno attirato maggiore attenzione compare anche uno scontrino relativo all’acquisto di un accessorio per telefono. Il documento, originariamente di importo molto contenuto, sarebbe stato corretto manualmente fino a riportare una cifra cento volte superiore. Anche questo elemento è stato inserito tra quelli sui quali la Procura contabile chiede chiarimenti.
L’attività investigativa ha inoltre incrociato ricevute, estratti conto, pedaggi autostradali e rifornimenti di carburante, nel tentativo di verificare se gli spostamenti fossero compatibili con gli impegni istituzionali. Nel provvedimento viene inoltre evidenziata l’assenza, per un lungo periodo, di uno specifico regolamento interno sull’utilizzo delle carte di credito dell’ente, circostanza che secondo gli inquirenti avrebbe favorito una gestione priva di controlli preventivi.
Antonio Limone ha già annunciato che presenterà, entro i termini previsti, una dettagliata memoria difensiva, ribadendo la propria fiducia nella magistratura contabile e ricordando che l’invito a dedurre rappresenta una fase preliminare del procedimento, nella quale potrà fornire documentazione e chiarimenti a sostegno della correttezza del proprio operato.

