
Recale. A Recale il tempo della Festa del Giglio non rappresenta soltanto uno degli appuntamenti più attesi dell’anno, ma un momento identitario che unisce fede, memoria popolare e tradizione secolare. La comunità recalese si prepara anche quest’anno a vivere i solenni festeggiamenti in onore di Sant’Antimo Martire, patrono della città, attraverso un programma che intreccia celebrazioni religiose, riti storici e manifestazioni popolari. QUI TUTTE LE INFO UTILI
I giorni clou saranno 5,6,7 e 8 giugno.
Le origini della Festa del Giglio affondano nel lontano 1887, come testimoniano documenti storici conservati negli archivi comunali. Da oltre un secolo, la devozione del popolo di Recale verso Sant’Antimo si traduce nella realizzazione del monumentale Giglio, simbolo artistico e religioso che accompagna il Santo lungo le strade del paese durante la grande processione della prima domenica di giugno.
La figura di Sant’Antimo occupa un posto centrale nella spiritualità della comunità. Sacerdote e martire vissuto tra il III e il IV secolo d.C., durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano, il Santo viene ricordato per il coraggio con cui annunciò il Vangelo e affrontò il martirio senza rinnegare la propria fede. La sua memoria liturgica ricorre l’11 maggio, mentre il legame con Recale si è consolidato nel tempo fino al riconoscimento ufficiale da parte di Papa Pio XII nel 1952 quale Patrono della città.
Il cuore della festa resta il Monumentale Giglio, autentico capolavoro di arte e ingegneria popolare. La struttura, alta circa 26 metri e dal peso compreso tra i 30 e i 35 quintali, è composta da un’anima lignea rivestita da decorazioni artistiche che cambiano periodicamente tema e stile. L’attuale edizione, denominata “Armonia Gotica – Inno a Sant’Antimo”, è stata progettata da Gianni Argenziano con grafica di Marina Iadicicco e realizzata dalla bottega d’arte Gruppo N.A.L..
A rendere ancora più suggestiva la tradizione è il ruolo degli accollatori, i 128 uomini che trasportano il Giglio lungo il percorso processionale. Un rito di fatica, fede e comunità che ogni anno trasforma le strade del centro storico in un grande momento collettivo di partecipazione popolare.
Anche nel 2026 il programma della festa si presenta ricco di appuntamenti religiosi e civili. I festeggiamenti prenderanno il via con il triduo dedicato a Sant’Antimo e proseguiranno con celebrazioni solenni, processioni, concerti bandistici, spettacoli musicali e iniziative culturali rivolte ai più giovani.
Tra i momenti più attesi ci sarà la tradizionale “Scarcerazione di Sant’Antimo”, rievocazione simbolica del ritorno del Santo dall’Asia a Roma, prevista sabato 6 giugno, seguita dalla benedizione con la reliquia custodita dalla comunità recalese.
La giornata culminante sarà quella di domenica 7 giugno, quando il Monumentale Giglio accompagnerà in processione il simulacro del Santo Patrono tra le vie cittadine, accompagnato da banda musicale, fedeli, associazioni e bambini della prima comunione.
Accanto alla dimensione religiosa, la festa manterrà anche il suo carattere popolare e culturale, con spettacoli teatrali, concerti, serate musicali e attività dedicate ai bambini, nel segno di una tradizione che continua a essere tramandata di generazione in generazione.
Per Recale, la Festa del Giglio rappresenta molto più di una celebrazione patronale: è il simbolo di una comunità che si ritrova attorno alla propria storia, alla propria fede e a un legame profondo con Sant’Antimo, considerato da tutti protezione, guida e punto di riferimento spirituale.

