
CASERTA. Si alleggerisce il quadro accusatorio nel procedimento giudiziario nato dall’inchiesta della guardia di finanza sulle presunte truffe ai danni dell’Inps attraverso falsi riconoscimenti di invalidità civile. Il tribunale collegiale presieduto dal giudice Rosetta Stravino ha infatti dichiarato prescritti numerosi reati contestati ai 33 imputati coinvolti nel processo, tra professionisti, medici, dipendenti pubblici e responsabili di patronati.
Tra le imputazioni finite in prescrizione c’è anche quella di associazione per delinquere contestata ad Andrea Isernia, avvocato del foro di Caserta indicato dagli investigatori come presunto promotore del sistema. Stessa decisione anche per Antonietta Sorbo, titolare di un patronato di Casapulla, Arcangelo Mezzacapo, funzionario Inps, Giuseppe Gesumaria e per i medici Massimo Nuzzo, Alfonso Pisaturo, Antonio Vinciguerra e Maurizio Marra.
La prescrizione ha riguardato inoltre diversi episodi di falso e truffa contestati fino al 2016 a numerosi imputati, tra cui Fausta Maria Concetta Vitadamo, Venera Smeragliuolo, Mario Negro, Francesca Gravina, Lucia Verrilli, Vincenzo Pasquariello, Maria Merola, Annina Raucci, Rosa Stellato, Vincenza Petrazzuolo, Anna De Stato, il poliziotto Felice Mezzullo, l’ex dipendente comunale Elpidio Santonastaso e Francesco Piccirillo.
Il collegio giudicante ha anche pronunciato l’assoluzione per Massimo Nuzzo, Andrea Isernia e Francesco Piccirillo in relazione all’accusa di abuso d’ufficio. Il procedimento proseguirà il prossimo 21 settembre per le contestazioni residue legate ai presunti falsi documentali ancora non prescritti.
Secondo la ricostruzione formulata dalla Procura, il gruppo avrebbe costruito un sistema basato su certificazioni mediche ritenute non veritiere e ricorsi predisposti ad hoc per ottenere dall’Inps pensioni e benefici assistenziali indebiti. In cambio, i destinatari dei riconoscimenti avrebbero versato una parte degli arretrati percepiti, in alcuni casi fino al 50 per cento delle somme ottenute.
Gli investigatori avrebbero accertato almeno 27 episodi di truffa. Durante le attività di osservazione e pedinamento, molte delle persone indicate come invalide sarebbero state viste svolgere senza difficoltà attività quotidiane come fare la spesa, guidare l’auto o muoversi autonomamente.

