
MARCIANISE. Si è svolta questa mattina la presentazione e la successiva sottoscrizione del Protocollo d’Intesa per la tutela e la valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti nel Rione Santella, alla presenza del Commissario straordinario del Comune di Marcianise Biagio Del Prete, del Direttore Generale dell’Asl Caserta Antonio Limone e del Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento Mariano Nuzzo.
L’accordo, siglato tra ASL Caserta, Comune di Marcianise e Soprintendenza, nasce dopo l’importante scoperta emersa durante gli scavi collegati ai lavori PNRR per la realizzazione della Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità.
Nel corso delle indagini archeologiche è stata riportata alla luce una necropoli di età preromana che sta offrendo nuovi elementi sulla storia antica della Piana Campana e dell’area compresa tra Capua e Calatia.
Ad oggi sono state individuate tredici tombe databili tra la fine del V e il III secolo avanti Cristo. Le sepolture, caratterizzate dal rito dell’inumazione, hanno restituito reperti di grande interesse storico e scientifico.
Tra gli oggetti rinvenuti figurano ceramiche a figure rosse, olle decorate, fibule in ferro e bronzo, bracciali, anelli e armi come lance e punte di freccia. Particolarmente rilevante la cosiddetta “Tomba 1”, nella quale è stato trovato un ricco corredo funerario composto da ceramiche pregiate e ornamenti personali.
Di notevole interesse anche la “Tomba 14”, dove una donna era stata deposta su un letto funebre in legno, di cui sono state rinvenute tracce sul fondo della sepoltura.
Secondo gli archeologi, le tombe sembrano organizzate in piccoli nuclei familiari, elemento che potrebbe offrire nuove informazioni sulle dinamiche sociali e insediative delle antiche comunità del territorio.
Durante l’incontro istituzionale è stato ribadito come il protocollo rappresenti un modello di collaborazione tra enti pubblici capace di coniugare sviluppo infrastrutturale e salvaguardia del patrimonio culturale.
L’obiettivo condiviso è quello di trasformare la scoperta archeologica non solo in un’occasione di studio scientifico, ma anche in uno strumento di divulgazione e valorizzazione della memoria storica della comunità locale.

