
Portico di Caserta. Il candidato sindaco della lista “Portico in Comune”, Cosimo Cristillo, sceglie Piazza Berlinguer per uno dei comizi più partecipati della campagna elettorale e trasforma il luogo simbolo del degrado cittadino nel centro del confronto politico con l’amministrazione uscita qualche mese fa…. Nonostante il freddo della serata, centinaia di persone hanno affollato l’area esterna della piazza chiusa da tantissimi mesi, ascoltando gli interventi degli aspiranti consiglieri Antonio Massaro, Giovanni Iodice ed Elisabetta Merola, preceduti dal loro leader autore anche di un’appassionata arringa finale.
Cristillo ha aperto il suo intervento con un attacco diretto al sindaco uscente Giuseppe Oliviero e al cosiddetto “metodo Oliviero”, accusando l’amministrazione degli ultimi anni di aver raccontato ai cittadini una realtà distante da quella vissuta quotidianamente dai portichesi. “Ci avevano invitato a girare il paese per vedere quanto fosse cambiato – ha dichiarato – ma ci siamo fermati davanti a una piazza chiusa e abbandonata e davanti al cantiere infinito della scuola di via Principe di Piemonte”.
Proprio il tema delle opere incompiute ha rappresentato uno dei passaggi centrali del comizio. Cristillo ha parlato della scuola aperta come cantiere dal 2022, definendola “lo scheletro della scuola dei nostri figli”, e ha puntato il dito contro ritardi amministrativi, lavori bloccati e mancanza di programmazione. Nel mirino anche la gestione delle strade cittadine, l’isola ecologica e i bandi persi negli anni scorsi per il rifacimento della viabilità.
Il candidato di “Portico in Comune” ha poi concentrato gran parte del suo intervento sul programma elettorale della coalizione avversaria, mostrando al pubblico – attraverso il ledwall installato in piazza – il confronto tra il programma dell’amministrazione Oliviero del 2022 e quello presentato nelle scorse settimane. Secondo Cristillo, i due documenti sarebbero “praticamente identici”, segno che molte delle promesse fatte negli anni passati sarebbero rimaste irrealizzate.
“Se dopo anni ripresenti agli elettori lo stesso programma – ha affermato – significa che quelle cose non le hai fatte. Questa non è continuità amministrativa, è una fotocopia del fallimento”. Parole accolte dagli applausi della piazza.
Cristillo ha poi rivendicato una netta differenza di metodo tra la sua proposta politica e quella dell’amministrazione uscente. “Loro parlano di ciò che avrebbero voluto fare, noi diciamo da dove iniziare davvero”, ha spiegato introducendo il progetto dei “primi cento giorni”, indicati come il banco di prova della futura amministrazione.
Quattro le direttrici illustrate dal candidato: far ripartire il Comune, dire la verità sui conti e sui cantieri, riaprire i luoghi pubblici e rimettere le persone al centro dell’azione amministrativa. Sul funzionamento della macchina comunale Cristillo ha promesso una ricognizione degli uffici, una riorganizzazione dei servizi e una maggiore vicinanza tra cittadini e Comune. “Il Comune deve tornare a essere una casa aperta e non un labirinto”, ha detto.
Ampio spazio anche all’“operazione verità” annunciata sulla situazione dell’ente e sulle opere pubbliche incompiute. “I cittadini devono sapere cosa è successo, quali problemi ereditiamo e quali sono i tempi reali per risolverli”, ha sottolineato.
Tra i punti più applauditi del discorso, il progetto di riqualificazione di Piazza Berlinguer, definita “un luogo simbolo della vita sociale di Portico”. Cristillo ha accusato l’amministrazione uscente di aver chiuso e abbandonato la piazza, privando il paese di uno spazio di aggregazione fondamentale per giovani e famiglie.
La lista “Portico in Comune” punta invece a riaprire la piazza, metterla in sicurezza e restituirla alla comunità attraverso eventi, illuminazione, decoro urbano e nuovi spazi di socialità.
Nel finale del comizio Cristillo ha scelto toni più istituzionali e concilianti, parlando della necessità di “ricucire” la comunità cittadina dopo anni di tensioni politiche. “Saremo l’amministrazione di tutti, anche di chi non ci voterà e anche di Giuseppe Oliviero”, ha dichiarato, invocando una stagione di pacificazione sociale e di confronto civile.
“Noi non vogliamo governare contro qualcuno, vogliamo governare per Portico”, ha ribadito davanti alla folla, lanciando poi l’appello finale al voto per il 24 e 25 maggio. Un intervento lungo e fortemente politico, nel quale il candidato sindaco ha alternato attacchi all’amministrazione uscente, proposte programmatiche e richiami all’unità cittadina, scegliendo proprio la piazza simbolo del degrado urbano per presentare l’idea di una “Portico che vuole ripartire”.

