
Aversa/Teverola/Giugliano. Serata movimentata quella di ieri maggio tra l’agro aversano e l’area nord di Napoli, dove i carabinieri della Compagnia di Aversa sono stati protagonisti di un folle inseguimento terminato con il fermo di due ragazzi a bordo di una Fiat 500 rubata poche ore prima a Teverola.
Determinante, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato un dispositivo AirTag nascosto all’interno dell’utilitaria. Grazie al segnale GPS, il proprietario avrebbe fornito alle forze dell’ordine la posizione del veicolo, permettendo ai militari di individuare l’auto in movimento tra Aversa e Lusciano.
Da quel momento è scattato un lungo inseguimento attraverso diverse strade cittadine. La fuga si è conclusa in via Oasi Sacro Cuore, nei pressi di una attività commerciale, a Giugliano, dove le pattuglie sono riuscite a chiudere ogni via di uscita alla vettura.
I due occupanti, entrambi residenti nell’area di Giugliano e Marano, hanno tentato di allontanarsi a piedi approfittando della presenza di numerosi passanti. Durante le fasi più concitate, una gazzella dell’Arma avrebbe subito danni dopo aver urtato un marciapiede. Inoltre, uno dei sospettati avrebbe colpito un carabiniere con il crick presente nell’auto nel tentativo di sottrarsi al fermo.
Nonostante la resistenza, entrambi sono stati bloccati dai militari. Il maggiore dei due, un 19enne già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato arrestato. Per il ragazzo minorenne, incensurato, gli atti sono stati trasmessi alla Procura per i Minorenni che dovrà ora decidere eventuali provvedimenti.
L’episodio ha richiamato sul posto numerosi cittadini e, secondo quanto trapelato, si sarebbero vissuti momenti di forte tensione, tanto da rendere necessario l’intervento di ulteriori pattuglie dei carabinieri della Compagnia di Giugliano e della polizia municipale per evitare disordini e mettere in sicurezza l’area. Pesanti anche le ripercussioni sulla viabilità, con traffico rallentato per diverso tempo nelle strade interessate dalle operazioni.

