
ALIFE. Si è concluso con una condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione il processo nei confronti di Vincenzo Di Matteo, l’80enne accusato del tentato omicidio dei cugini Antonio e Raffaele Visone, imprenditori del territorio alifano. I fatti risalgono al 22 aprile 2025 quando, secondo la ricostruzione emersa nel corso delle indagini, l’anziano avrebbe organizzato un agguato ai danni dei due familiari all’interno dell’area del centro commerciale “Elefantino” di Alife.
La sentenza è stata pronunciata al termine del rito abbreviato scelto dall’imputato, una decisione che ha consentito la riduzione della pena prevista. Di Matteo, assistito dall’avvocato Giuseppe Stellato, è attualmente detenuto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Nel corso del procedimento giudiziario ha avuto un peso importante anche la perizia psichiatrica disposta dal giudice. L’esame specialistico, richiesto nell’ambito del rito abbreviato, avrebbe evidenziato una condizione di seminfermità mentale dell’imputato. Un elemento che è stato valutato durante il processo e che ha contribuito alla definizione del quadro giudiziario.
La vicenda aveva destato forte attenzione nella comunità locale per la gravità dell’episodio e per il contesto familiare in cui sarebbe maturato. Secondo l’accusa, il piano sarebbe stato messo in atto contro i due imprenditori cinquantenni, fortunatamente sopravvissuti all’azione contestata all’80enne.
Nel corso della detenzione, la difesa aveva anche avanzato richieste per ottenere una misura cautelare differente dal carcere, sostenendo particolari esigenze legate alle condizioni dell’imputato. Le istanze, tuttavia, sono state respinte dall’autorità giudiziaria che le ha ritenute prive di elementi sufficienti per modificare il regime restrittivo già disposto.

