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Revenge porn all’ex, rampollo nega tutto dal carcere

 

Caserta. Ha negato ogni accusa Luigi Luserta, 23enne casertano appartenente a una famiglia di imprenditori operante nel settore delle cave, comparso davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto con accuse di maltrattamenti, lesioni aggravate e revenge porn ai danni dell’ex compagna. Il giovane, figlio di Antonio Luserta – coinvolto in passato in un’inchiesta legata al ritrovamento di armi e droga nell’abitazione di famiglia – ha sostenuto di non aver mai commesso gli episodi contestati dagli investigatori.

Collegato in videoconferenza dal carcere di Verona Montorio, dove si trova detenuto da alcuni giorni, Luserta Jr, assistito dall’avvocato Vincenzo Iorio, ha fornito al gip Daniela Vecchiarelli una versione dei fatti differente rispetto a quella ricostruita dalla Procura. Secondo il sostituto procuratore Domenico Verde, il 23enne si sarebbe reso protagonista di ripetute violenze fisiche e psicologiche nei confronti della ragazza.

L’episodio principale al centro dell’indagine risale alla notte del 5 aprile. In base alla denuncia presentata dalla giovane ai carabinieri della stazione di San Prisco, dopo una serata trascorsa nel centro di Caserta, il ragazzo l’avrebbe obbligata a salire in auto per poi raggiungere una zona isolata della provincia, dove sarebbe avvenuta una violenta aggressione fatta di schiaffi, pugni, calci e minacce.

Gli investigatori, però, ritengono che quello non sia stato un episodio isolato. La giovane avrebbe infatti raccontato di ulteriori presunti comportamenti aggressivi e intimidatori verificatisi nel corso della relazione, tra offese, minacce e atteggiamenti persecutori che avrebbero generato nella vittima un forte stato di paura.

Dopo l’ultima presunta aggressione, la ragazza – assistita dall’avvocato Manuela Palombi – si sarebbe recata al pronto soccorso dell’ospedale di Caserta. I sanitari avrebbero riscontrato diverse lesioni, tra cui trauma cranico, escoriazioni ed ecchimosi ritenute compatibili con un pestaggio.

A seguito della denuncia sono scattate le indagini dei carabinieri, protrattesi per circa un mese e culminate con l’esecuzione della misura cautelare nei confronti del 23enne mentre si trovava a Verona per partecipare a una festa con amici.

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