
L’aggironamento
Nuovo capitolo nell’inchiesta “Sistema Sorrento”, il filone investigativo coordinato dalla Procura di Torre Annunziata che continua a far emergere presunti intrecci tra politica, professionisti, imprenditori e funzionari pubblici nella gestione degli appalti del Comune costiero. Quella eseguita nelle ultime ore dalla Guardia di Finanza rappresenta la terza tranche dell’indagine e ha portato a sette arresti domiciliari e a due divieti di dimora in Campania.
Tra i nomi che stanno attirando maggiore attenzione figura quello dell’imprenditore maddalonese Giuseppe Razzano, coinvolto nell’inchiesta insieme a un dirigente comunale, un funzionario amministrativo del Comune di Sorrento, un commercialista ed ex consigliere comunale, un giornalista componente di commissioni giudicatrici, un barbiere e altri imprenditori. Per un ingegnere e un imprenditore è invece scattato il divieto di dimora.
Sul tavolo degli investigatori ci sono affidamenti e gare pubbliche legate alla promozione del brand Sorrento, alla gestione del Teatro Tasso, alla riqualificazione dello stadio Italia, a servizi tecnologici e persino ai concorsi pubblici per assunzioni comunali. Gli inquirenti parlano di un presunto “sistema” basato su relazioni privilegiate, scambio di favori e bandi pilotati.
Restano inoltre numerosi interrogativi sul ruolo di faccendieri e mediatori esterni, tra cui Raffaele Guida, noto come “Lello il Sensitivo” di Santa Maria a Vico, già destinatario di un sequestro bis da oltre 171mila euro ritenuti profitto di presunte attività corruttive. Un’inchiesta che continua ad allargarsi e che potrebbe riservare ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
SORRENTO/SANTA MARIA A VICO. C’è ancora Raffaele Guida, conosciuto come “Lello il Sensitivo” e originario di Santa Maria a Vico, tra i protagonisti dell’ennesimo capitolo dell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Sorrento”, l’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata che ha portato all’esecuzione di misure cautelari, sequestri e nuovi approfondimenti su presunti episodi di corruzione, turbativa d’asta e gestione pilotata di appalti pubblici al Comune di Sorrento tra il 2022 e il 2024.
Secondo quanto comunicato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip nei confronti di 9 persone: sette destinatarie degli arresti domiciliari e due colpite dal divieto di dimora in Campania. Le accuse contestate, a vario titolo, sono quelle di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente.
L’attenzione degli investigatori si è concentrata su una lunga serie di appalti e affidamenti relativi alla promozione del brand “Sorrento”, alla gestione del Teatro Tasso, ai servizi demografici, alla realizzazione di panchine smart, ai lavori per lo stadio Italia e a diversi concorsi pubblici per assunzioni al Comune di Sorrento.
Tra gli indagati figura anche Guida, già coinvolto in precedenti sviluppi della stessa inchiesta e indicato dagli investigatori come referente di una delle imprese partecipi degli accordi corruttivi. Nei suoi confronti, insieme all’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola, la Procura ha disposto un sequestro preventivo anche per equivalente. In particolare, a “Lello il Sensitivo” sono stati sequestrati 171.167 euro, somma ritenuta profitto delle presunte condotte corruttive contestate dagli inquirenti.
La Procura evidenzia come il gip abbia riconosciuto “il metodo della collusione” tra pubblici ufficiali, faccendieri e imprenditori, parlando di un sistema consolidato di relazioni professionali e imprenditoriali finalizzato a condizionare l’attività amministrativa del Comune costiero.
Tra le vicende finite sotto la lente d’ingrandimento figurano l’affidamento alla società KIDEA srl per la promozione del brand Sorrento legato ad ASIA Europa Italia, la gestione del Teatro Tasso affidata all’Ufficio K srl, l’adeguamento tecnologico dello stesso teatro tramite il Consorzio Stabile Valore Assoluto, oltre alla riqualificazione dello stadio Italia.
Per quanto riguarda proprio lo stadio cittadino, la Procura aveva chiesto anche il sequestro preventivo dell’impianto sportivo in relazione a un appalto da oltre 5,4 milioni di euro. Secondo gli investigatori, la gara sarebbe stata artificiosamente frazionata per restare sotto la soglia europea e consentire affidamenti diretti. Il gip, pur riconoscendo elementi relativi alla turbativa sugli incarichi di progettazione, ha però rigettato la richiesta di sequestro dello stadio ritenendo non raggiunti gravi indizi rispetto all’intera ipotesi accusatoria sui lavori.
Nel corso delle indagini sono emersi anche riferimenti a dirigenti comunali, funzionari, imprenditori, giornalisti componenti di commissioni giudicatrici e professionisti coinvolti, a vario titolo, nei procedimenti finiti nel fascicolo della Procura oplontina.
L’ordinanza cautelare arriva dopo gli interrogatori preventivi svolti nelle scorse settimane e rappresenta un nuovo sviluppo di un’inchiesta che continua a scuotere il panorama amministrativo e politico della penisola sorrentina.

