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Droga e telefoni in carcere, svolta per lady drone dopo doppia detenzione

MARCIANISE. Dopo diversi mesi trascorsi in carcere, Giovanna Viciglione, 42enne di Marcianise, ha ottenuto gli arresti domiciliari nella propria abitazione grazie alla decisione dell’autorità giudiziaria che ha accolto l’istanza presentata dal suo difensore, l’avvocato Antimo Iuliano. La donna era rimasta coinvolta nella maxi inchiesta sul traffico di cellulari e droga all’interno di numerosi istituti penitenziari italiani, un’indagine che aveva acceso i riflettori su un sofisticato sistema di introduzione di materiale illecito nelle carceri attraverso l’utilizzo di droni modificati.

Per Viciglione si tratta di un nuovo sviluppo giudiziario dopo un percorso cautelare particolarmente complesso. La donna era stata arrestata per la prima volta nel giugno del 2023. In una fase successiva aveva ottenuto i domiciliari, ma il quadro cautelare era poi cambiato con un aggravamento della misura e il ritorno in carcere. Successivamente era arrivata anche una seconda ordinanza restrittiva che aveva ulteriormente complicato la sua posizione processuale.

Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli, il gruppo investigato avrebbe gestito un vero e proprio sistema di rifornimento illecito destinato ai detenuti di numerosi penitenziari italiani. Tra le strutture coinvolte figuravano anche i carceri di Secondigliano, Rebibbia, Frosinone, Benevento, Avellino e Sulmona. Gli investigatori ipotizzavano consegne effettuate con droni capaci di trasportare carichi pesanti e perfino di superare le aree interdette al volo.

Le tariffe ricostruite dagli inquirenti avrebbero mostrato un’organizzazione ben strutturata: mille euro per uno smartphone, 250 euro per telefoni utilizzabili solo per le chiamate e fino a 7mila euro per mezzo chilo di sostanza stupefacente introdotta negli istituti penitenziari.

Quando comparve davanti al giudice dopo uno degli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione, Viciglione si avvalse della facoltà di non rispondere. Ora, dopo mesi di detenzione, il tribunale ha disposto la sostituzione della misura cautelare con gli arresti domiciliari a Marcianise, accogliendo le richieste avanzate dal legale Antimo Iuliano.

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