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Dagli scavi Pnrr per l’ospedale affiora una necropoli: trovate 13 tombe

MARCIANISE. Un importante ritrovamento archeologico è emerso nel corso degli scavi legati ai lavori PNRR per la realizzazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità di Marcianise. Nell’area interessata dal cantiere è stata infatti scoperta una necropoli di età preromana risalente principalmente al IV secolo avanti Cristo, con reperti che stanno attirando l’attenzione del Ministero della Cultura e degli studiosi del settore.

La scoperta è stata presentata dal Direttore Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio Fabrizio Magani, dal soprintendente Mariano Nuzzo e dal direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone. Le indagini, coordinate dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento, hanno riportato alla luce tredici sepolture complete, offrendo nuove informazioni sulla presenza umana nell’area compresa tra Capua e Calatia.

Gli archeologi hanno individuato tombe a fossa e tombe in cassa di tegole, con diversi corredi funerari composti da ceramiche, ornamenti personali e oggetti metallici. Tra i reperti più significativi figurano un’olla stamnoide decorata e una punta di lancia in ferro, elementi già riscontrati in altre necropoli dell’antica Calatia.

Secondo i primi studi, le tombe sarebbero state organizzate in piccoli gruppi familiari, con sepolture ravvicinate e orientate nello stesso modo. Sono stati identificati resti appartenenti ad almeno tre uomini e cinque donne adulte. Nelle tombe femminili sono stati rinvenuti bracciali e fibule in ferro o bronzo, mentre in quelle maschili erano presenti armi e piccoli corredi ceramici.

Particolarmente interessante il ritrovamento di tre tombe con copertura piana e tegole decorate da tracce di pittura. In uno dei casi è stato rinvenuto un ricco corredo con frammenti di ceramica a figure rosse, utile a datare la sepoltura tra la fine del IV e l’inizio del III secolo avanti Cristo.
Gli studiosi sottolineano come la scoperta possa aprire nuove prospettive di ricerca sulla Piana Campana e sulla diffusione degli insediamenti preromani nell’area casertana. Una nuova campagna di scavo, più ampia e approfondita, è già stata avviata per proseguire le indagini.

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