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Finto carabiniere, colpo da 40mila euro: svolta dopo i fermi

 

GRICIGNANO D’AVERSA. Un raggiro studiato nei minimi dettagli, messo a segno ai danni di due coniugi ultraottantenni, si è concluso con l’arresto di due persone ma senza il trasferimento in carcere. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino ha infatti convalidato il fermo di Nicola Volpicelli e Francesca Di Domenico, disponendo per entrambi la misura degli arresti domiciliari.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fatti si sono verificati lo scorso 28 aprile a Senigallia. I due indagati, insieme ad altri complici ancora in fase di identificazione, avrebbero utilizzato il classico schema del “finto appartenente alle forze dell’ordine”. Le vittime sono state contattate telefonicamente da persone che si sono spacciate per carabinieri e finanzieri, prospettando una situazione di emergenza: il nominativo dell’uomo sarebbe stato coinvolto in una presunta rapina in gioielleria.

Con toni pressanti e allarmistici, i truffatori hanno convinto i due anziani della necessità di controllare immediatamente valori e denaro custoditi in casa. In pochi minuti, la coppia ha raccolto oro e contanti, consegnandoli a una donna presentatasi alla porta. Per gli investigatori si trattava proprio di Francesca Di Domenico, mentre Nicola Volpicelli avrebbe avuto il compito di attendere in auto per agevolare la fuga.

Il bottino è stato consistente: circa 35mila euro in gioielli e altri 6mila euro in contanti. Tuttavia, l’azione è durata poco. Gli agenti del Commissariato di Cassino, intervenuti rapidamente, hanno individuato un’auto sospetta – una Lancia Y nera a noleggio – intercettandola mentre viaggiava a forte velocità. All’interno del veicolo sono stati trovati sia il denaro sia i preziosi appena sottratti.

Determinante anche il riconoscimento effettuato dalle vittime, che hanno identificato la donna e confermato la provenienza degli oggetti recuperati. Il giudice ha evidenziato la presenza di gravi indizi di colpevolezza e le aggravanti legate all’età avanzata dei coniugi, al danno economico rilevante e alla tecnica utilizzata, basata sulla simulazione di un pericolo imminente.

Nonostante ciò, è stata esclusa al momento la custodia cautelare in carcere. Nel corso dell’udienza, entrambi gli indagati – assistiti dall’avvocato Daniele Ionà – hanno ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver agito per difficoltà economiche e per il mantenimento dei figli. Il fascicolo sarà ora trasmesso alla Procura di Ancona, territorialmente competente per proseguire le indagini.

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