
SANTA MARIA CAPUA VETERE. A distanza di oltre vent’anni da uno dei delitti più efferati legati alla criminalità organizzata nel Casertano, arriva una nuova conferma giudiziaria. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha ribadito il verdetto già emesso in primo grado nell’ambito del processo per il duplice omicidio di Sebastiano Caterino e del nipote Umberto De Falco, uccisi a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003.
Il collegio giudicante ha disposto tre condanne e un’assoluzione: 28 anni di carcere per Sandro e Agostino Moronese e per Raffaelina Nespoli, mentre è stato assolto Corrado De Luca. La decisione ricalca integralmente quanto già stabilito nel primo giudizio, accogliendo anche le richieste formulate dalla Procura Generale nel corso dell’udienza.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia, coordinati dal sostituto procuratore Simona Belluccio, l’agguato avvenne in pieno giorno. Erano circa le 11:40 quando Caterino e De Falco si trovavano a bordo di una Volkswagen Golf Gti, guidata dallo stesso Caterino, quando furono intercettati da un commando armato.
L’azione fu organizzata con modalità tipiche dei clan: due vetture Alfa Romeo bloccarono la marcia dell’auto delle vittime. In una si trovava Enrico Martinelli, mentre nell’altra viaggiavano i sicari, Pasquale Spierto e Bruno Lanza, che hanno scelto il rito abbreviato. In pochi istanti vennero esplosi circa 50 colpi di arma da fuoco, tra proiettili di calibro 5,56 e fucilate calibro 12. Per Sebastiano Caterino l’agguato risultò fatale sul colpo, mentre il nipote Umberto De Falco, gravemente ferito, fu trasportato in ospedale dove morì poco dopo.
Le indagini hanno collocato il duplice omicidio all’interno delle dinamiche della camorra casalese. Secondo l’accusa, l’ordine di eliminare Caterino e De Falco sarebbe partito dai vertici del clan, con il coinvolgimento di figure di primo piano come Antonio Iovine, Michele Zagaria e Francesco Schiavone, detto “Cicciariello”, insieme ad altri affiliati già giudicati separatamente con rito abbreviato.
Nel corso del processo, numerosi legali hanno rappresentato sia gli imputati che le parti civili, contribuendo a un lungo iter giudiziario che ha attraversato oltre due decenni prima di arrivare a una nuova definitiva tappa.

