
AVERSA. Lascia gli arresti domiciliari e passa all’obbligo di firma un 34enne di Aversa, condannato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. La decisione è stata presa dal collegio del tribunale di Napoli Nord, che ha accolto l’istanza presentata dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Filippo Santagata, disponendo la sostituzione della misura cautelare.
L’uomo era ristretto in casa da quasi un anno, a seguito dell’arresto avvenuto nel giugno dello scorso anno, quando gli agenti di polizia, durante una perquisizione domiciliare, avevano rinvenuto un ingente quantitativo di droga: oltre 3 chili di hashish e più di 50 grammi di cocaina.
Al termine del processo, il 34enne è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione, pena dalla quale dovranno essere sottratti circa 10 mesi già scontati in regime cautelare. Tuttavia, nel corso del dibattimento è emerso un elemento ritenuto decisivo dai giudici: il basso contenuto di principio attivo presente nelle sostanze sequestrate.
Proprio questa circostanza ha portato il tribunale a escludere l’aggravante dell’“ingente quantità”, che normalmente comporta pene più severe. Sebbene il peso complessivo della droga fosse rilevante, la qualità e la concentrazione del principio attivo non sono state considerate tali da giustificare l’applicazione dell’aggravante.
Alla luce di questa valutazione, i giudici hanno ritenuto adeguata una misura meno restrittiva, revocando i domiciliari e imponendo all’imputato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Una decisione che segna un alleggerimento della posizione cautelare dell’uomo, pur lasciando invariata la condanna per i reati contestati.

