
MARCIANISE. Si conclude senza condanne il procedimento giudiziario relativo alle presunte firme irregolari raccolte per la presentazione della lista “Orgoglio Marcianise”, che nel 2016 appoggiò la candidatura a sindaco di Antonello Velardi.
Il giudice ha infatti dichiarato estinti i reati per intervenuta prescrizione, accogliendo l’impostazione della Procura. Decisiva la riqualificazione dell’accusa: il reato di falso ideologico è stato ricondotto a una forma specifica legata alla materia elettorale, ritenuta meno grave e quindi soggetta a tempi di prescrizione più brevi. Questo ha determinato, di fatto, la chiusura del processo senza ulteriori conseguenze penali.
Tra le persone coinvolte figurano dipendenti dell’ufficio Anagrafe, accusati in origine di aver autenticato sottoscrizioni non veritiere, oltre ad alcuni soggetti legati alla presentazione della lista. Tutti sono stati prosciolti proprio in virtù della prescrizione.
Le indagini avevano fatto emergere elementi significativi: su un totale di firme raccolte per la lista, ben 156 sarebbero risultate non autentiche. Tra le anomalie riscontrate figuravano documenti scaduti e persino la presenza di nominativi di persone decedute. Secondo gli accertamenti, parte delle sottoscrizioni sarebbe stata recuperata da elenchi utilizzati in precedenti consultazioni elettorali, in particolare risalenti al 2013.
Nel corso del processo, diversi cittadini si erano costituiti parte civile, sostenendo che i propri dati fossero stati utilizzati senza autorizzazione. I legali di alcune parti offese hanno sottolineato come, dalle intercettazioni e dalle testimonianze raccolte in aula, emergerebbero responsabilità riconducibili anche ad altri soggetti, ritenuti i veri organizzatori dell’operazione, che però non sono stati coinvolti nel procedimento penale.
La vicenda si chiude dunque senza sentenze di colpevolezza, lasciando però aperti interrogativi su quanto accaduto durante quella tornata elettorale.

