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Concessionario ucciso e poi bruciato davanti allo stadio, ecco chi sono i 3 fermati

L’aggiornamento

FRIGNANO. Svolta a distanza di oltre vent’anni per un omicidio maturato negli ambienti della criminalità organizzata. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di tre persone: Raffaele Simonelli, Placido Tonziello e Armando Di Puoti, ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio e reati in materia di armi con aggravante mafiosa.

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha consentito di fare luce sull’uccisione di Matteo Tesorello, avvenuta nell’aprile del 2004 a Frignano. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima sarebbe stata attirata con un pretesto in un impianto sportivo, dove venne raggiunta da colpi d’arma da fuoco. Successivamente, il corpo fu dato alle fiamme e nascosto nel bagagliaio della sua auto, ritrovata carbonizzata alcuni giorni dopo.

Tesorello, 35 anni, gestiva una concessionaria ed era già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati alla ricettazione. Gli indagati avrebbero agito con ruoli distinti ma nell’ambito di un piano condiviso, con modalità tipiche delle dinamiche camorristiche, riconducibili al clan dei Casalesi, fazione Bidognetti.

Un contesto familiare già segnato dalla violenza: anche il suocero della vittima, Gennaro De Chira, fu assassinato in un agguato nel 1997.

Il primo lancio

Villa di Briano/Frignano. Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di tre persone, ritenute gravemente indiziate di delitti contro la persona e in materia di armi, aggravati dal metodo e dalla finalità di agevolazione mafiosa, in quanto inserite e operanti nell’ambito del Clan dei Casalesi, fazione Bidognetti.

 

Il provvedimento cautelare scaturisce da attività investigativa che ha consentito di ricostruire, allo stato delle indagini e fatta salva la presunzione di innocenza, un omicidio consumato nell’aprile 2004 nei territori di Frignano e Villa di Briano. In particolare, la vittima sarebbe stata attirata con l’inganno presso un impianto sportivo e colpita mortalmente con arma da fuoco. Il corpo veniva successivamente dato alle fiamme e occultato all’interno dell’autovettura, poi rinvenuta alcuni giorni dopo.

 

Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal G.I.P., gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro, con ruoli distinti, nell’ambito di un medesimo disegno criminoso, con condotta premeditata e con modalità tipicamente mafiose, al fine di rafforzare e agevolare l’operatività del sodalizio criminale di riferimento.

 

Nel medesimo contesto investigativo è stata altresì accertata la disponibilità e l’utilizzo di un’arma da fuoco, detenuta e portata in luogo pubblico al fine di commettere il delitto sopra descritto.

 

I provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari degli stessi sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

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