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Coca nel peluche della figlia, svolta per il fratello dell’affiliato al clan

 

MARCIANISE. Era finita perfino nel peluche della figlia parte della droga sequestrata dai carabinieri ad Adriano Squeglia, oggi destinatario della misura degli arresti domiciliari fuori comune. La decisione è stata assunta dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone, che ha accolto la richiesta avanzata dalla difesa dell’indagato, rappresentata dall’avvocato Giuseppe De Lucia.

Squeglia, già noto alle forze dell’ordine anche per i legami familiari con Pasquale Squeglia, soprannominato “Cor n’gann” e ritenuto vicino al clan Belforte, era stato arrestato lo scorso febbraio nell’ambito di un’operazione antidroga. I militari dell’Arma, nel corso di una perquisizione domiciliare, avevano rinvenuto circa 50 grammi di cocaina pronti per essere immessi sul mercato dello spaccio.

La sostanza stupefacente era stata occultata in diversi punti dell’abitazione, con modalità ritenute dagli investigatori particolarmente insidiose. Oltre al nascondiglio ricavato dietro il sifone del lavandino, parte della droga era stata sistemata all’interno di un peluche appartenente alla figlia dell’uomo, dettaglio che aveva colpito gli inquirenti per la sua gravità.

A seguito dell’arresto, Squeglia era stato sottoposto a misura cautelare, ma nelle ultime ore il giudice ha ritenuto di poter concedere una misura meno afflittiva, disponendo i domiciliari lontano dal comune di residenza. Una decisione che tiene conto delle valutazioni difensive e del quadro complessivo emerso durante le indagini.

Resta comunque alta l’attenzione degli investigatori sul contesto criminale di riferimento, in particolare su possibili collegamenti con le attività di spaccio riconducibili all’area casertana e ai gruppi organizzati attivi sul territorio.

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