
ARPAIA. Si chiude con un proscioglimento il procedimento giudiziario a carico di M. G. S., 64 anni, residente ad Arpaia, già nota alle forze dell’ordine. La Corte d’Appello di Napoli ha infatti emesso una sentenza di non doversi procedere in relazione all’accusa di sottrazione al pagamento delle accise sui prodotti energetici.
La decisione arriva al termine dell’iter giudiziario che, in primo grado, aveva visto la donna condannata dal Tribunale di Benevento. Una pronuncia ora completamente ribaltata in sede di appello, dove i giudici partenopei hanno ritenuto di non poter procedere oltre nei confronti dell’imputata.
M. G. S., difesa dall’avvocato Vittorio Fucci, era finita sotto processo per presunte irregolarità legate al pagamento delle accise su prodotti energetici, una contestazione che aveva portato alla condanna iniziale. Tuttavia, nel corso del secondo grado di giudizio, la difesa è riuscita a far valere elementi ritenuti determinanti per giungere a una decisione differente.
Il verdetto della Corte d’Appello segna quindi un punto fermo nella vicenda, chiudendo il caso senza ulteriori conseguenze penali per la 64enne. Resta sullo sfondo il contesto familiare: M. G. S. è infatti la madre di L. F., soggetto noto alle cronache giudiziarie del territorio.
La pronuncia rappresenta un passaggio significativo, non solo per l’esito favorevole all’imputata, ma anche per il ribaltamento rispetto alla sentenza emessa in primo grado. Una vicenda che evidenzia ancora una volta come il giudizio di appello possa incidere in maniera determinante sull’esito finale di un procedimento penale.
Con la decisione della Corte d’Appello di Napoli, il procedimento può considerarsi definitivamente chiuso, salvo eventuali ulteriori sviluppi in sede di legittimità.

