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Sequestrato patrimonio dell’imprenditore legato a famiglia del clan dei casalesi

Agro Aversano. Il Tribunale di S. Maria C.V. – Sezione Misure di Prevenzione – ha emesso due provvedimenti di sequestro, cui sta dando esecuzione la Direzione Investigativa Antimafia, che traggono origine da tre proposte di misura di prevenzione, patrimoniali e personali, avanzate dal Procuratore della Repubblica di Napoli e dal Direttore della DIA, redatte a carico di soggetti di elevato spessore criminale, i quali hanno fornito storicamente uno stabile e rilevante contributo all’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei casalesi” nelle sue diverse articolazioni.

 

Un primo provvedimento ha raggiunto un importante affilato del clan dei casalesi, imprenditore edile che si occupava, prevalentemente, di appalti – privati e, soprattutto, pubblici – divenuto una sorta di monopolista nel settore dei marmi, dei porfidi e dei materiali utilizzati nella cantieristica stradale. L’imprenditore è risultato legato alla famiglia SCHIAVONE sia per la gestione di aziende che per le attività di riciclaggio e reimpiego dei proventi illeciti (cambi assegni o intestazione di beni a prestanome). Il suo legame storico con il clan dei casalesi emergeva già con la condanna, definitiva, comminata nel cd. processo “Spartacus” per il reato cui all’art. 416 bis c.p., reato nuovamente contestatogli nel 2022 per la partecipazione alla medesima associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini di polizia, condotte all’epoca dal Centro Operativo DIA di Napoli e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, unitamente ai successivi sviluppi patrimoniali, hanno evidenziato la figura criminale ed imprenditoriale del proposto, in quanto da un lato gestiva fiorenti attività commerciali, tramite altre imprese con il sistema delle cd. ‘scatole cinesi’, dall’altro si occupava del reimpiego dei capitali acquisiti illecitamente dal clan di appartenenza attraverso la gestione degli appalti pubblici, peraltro con la complicità di uno stretto congiunto, anch’egli colpito oggi da misura di prevenzione con sequestro dei beni, il quale forniva ausilio nella gestione di aziende operanti nel settore edile, alcune delle quali direttamente a lui riconducibili, altre a terzi soggetti.

 

 

 

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