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Truffa sulle pensioni di invalidità, colpo di scena: il nodo giudice-imputato

 

CASERTA/MARCIANISE/SANTA MARIA CAPUA VETERE. Nuovo sviluppo nel procedimento giudiziario sulla presunta truffa legata alle pensioni di invalidità: uno dei giudici del collegio potrebbe lasciare il processo. La decisione non è ancora definitiva, ma la richiesta di astensione è già stata formalizzata e ora spetta alla Presidenza del Tribunale pronunciarsi.

Al centro della vicenda c’è Andrea Isernia, indicato come principale imputato. Secondo quanto emerso, la magistrata avrebbe un rapporto di conoscenza diretta con lui o, in alternativa, con la moglie. Una circostanza che, se confermata, renderebbe opportuno un passo indietro per garantire l’imparzialità del giudizio.

Il possibile cambio nella composizione del collegio arriva in un momento già delicato per il processo, che ha registrato diversi rinvii. Il passaggio alla seconda presidente Stravino aveva già modificato gli equilibri, e ora un’ulteriore uscita potrebbe incidere sui tempi e sull’esito del dibattimento.

L’inchiesta ruota attorno a un presunto sistema organizzato per ottenere indebitamente pensioni di invalidità. Secondo l’accusa, Isernia avrebbe coordinato un meccanismo che prevedeva il pagamento di una percentuale – tra il 40% e il 50% – sugli assegni percepiti dai falsi invalidi.

Nel sistema sarebbero coinvolti anche Elpidio Santonastaso, dipendente del Comune di Caserta, accusato di fornire dati sensibili; Arcangelo Mazzacapo, funzionario INPS, che avrebbe trasmesso informazioni riservate dietro compenso; e diversi medici dell’ospedale di Caserta e dell’Asl, tra cui Massimo Nuzzo, Alfonso Pisaturo, Antonio Vinciguerra e Maurizio Marra, ritenuti responsabili del rilascio di certificazioni false dietro pagamento.

Il reclutamento dei presunti falsi invalidi sarebbe stato gestito da Antonietta Sorbo, titolare di un patronato a Casapulla.

A complicare ulteriormente il quadro processuale c’è anche una questione tecnica sollevata dalla difesa: l’assenza nei fascicoli dei decreti di proroga delle indagini successivi al 26 maggio 2016. Una lacuna che, secondo i legali, potrebbe rendere inutilizzabili le intercettazioni raccolte dopo quella data.

Nel registro degli indagati figurano inoltre Giuseppe Gesumaria, Serafina Mincione, Nicola Vaiano, Fausta Maria Concetta Vitadamo, Francesco Piccirillo, Clemente Piscitelli, Venera Smeragliuolo, Mario Negro, Francesca Gravina, Mario Terrigno, Celestina De Felice, Lucia Milena Verrilli, Vincenzo Pasquariello, Maria Merola, Annina Raucci, Rosa Stellato, Enrichetta Dell’Oste, Angelina Moro, Vincenzina Petrazzuolo, Teresa Russo, Pietro Edattico, Michele De Simone, Anna De Siato, Angela Macchiarella, Giuseppe Del Monaco e Felice Mezzullo.

L’eventuale accoglimento dell’astensione potrebbe rallentare ulteriormente il procedimento, aumentando il rischio prescrizione e lasciando aperti interrogativi sull’esito finale del processo.

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