
Portico di Caserta. Nel procedimento giudiziario risultano coinvolti diversi imputati, tra cui l’ex sindaco di Portico di Caserta Gerardo Massaro, l’ex comandante della polizia municipale Pasquale Piccirillo, i due agenti Francesco Piccirillo (classe 1961) e Francesco Piccirillo (classe 1954), oltre agli ex consiglieri comunali di maggioranza Cosimo Cristillo e Pierfrancesco Morrone. Completano il quadro degli indagati Antonio Leggiero, Giuseppe Gaudiano e Biagio Gravina.
L’inchiesta, portata avanti dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, nel corso degli anni si è progressivamente ridimensionata, rimanendo in piedi esclusivamente per l’ipotesi di associazione a delinquere. In precedenza, infatti, gli imputati erano già stati prosciolti dalle accuse di abuso d’ufficio, falso ideologico in atto pubblico e violazioni legate alla normativa edilizia.
Secondo l’impostazione accusatoria, Massaro avrebbe sfruttato la propria funzione pubblica per agevolare interessi di natura privata, ottenendo in cambio vantaggi sia sul piano politico che economico, oltre a consolidare il proprio peso amministrativo. Tra gli episodi esaminati dagli inquirenti rientra anche la modifica della destinazione d’uso di un complesso immobiliare collegato all’imprenditore Felice Letizia, originario di Marcianise. Un intervento ritenuto privo dei necessari presupposti normativi e accompagnato, secondo la Procura, da atti redatti con il coinvolgimento dell’ufficio tecnico e della polizia municipale, considerati non veritieri in fase di accertamento.
Nel mirino degli investigatori anche la gestione del campo sportivo comunale, altro elemento ritenuto centrale nell’impianto accusatorio.
Di tutt’altro avviso la difesa, che per tutta la durata del processo ha contestato la fondatezza delle accuse, evidenziando lacune sul piano probatorio.
Nel frattempo, il pubblico ministero Fiore, subentrato nella gestione del fascicolo, ha chiesto una revisione dell’imputazione residua, eliminando il riferimento alla continuità della presunta associazione. Secondo tale ricostruzione, eventuali condotte si sarebbero interrotte con lo scioglimento del Comune nel 2016, senza che il dibattimento abbia fornito riscontri sufficienti a sostenere l’accusa.
La prossima udienza è stata calendarizzata per il 9 giugno.

