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Vigilessa accusa l’ex comandante: “Era protetto”

 

Mondragone. Si entra nel vivo del processo a carico dell’ex comandante della polizia municipale di Mondragone, David Bonuglia, attualmente ai domiciliari e accusato, a vario titolo, di corruzione, concussione, peculato, falso e violenza privata. Nell’ultima udienza davanti alla seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Rosetta Stravino, ha reso una lunga e dettagliata testimonianza il luogotenente Filomena Nugnes, in servizio presso il comando cittadino dal 2000.

La sottufficiale ha raccontato un episodio che, secondo la sua versione, segnerebbe l’inizio di una serie di tensioni interne. Durante una discussione sui turni e sull’impiego del personale, avrebbe chiesto chiarimenti su presunte disparità tra agenti a tempo determinato e indeterminato. Ne sarebbe nato un confronto acceso culminato, a suo dire, con una spinta ricevuta dal comandante che le avrebbe provocato una caduta e un trauma al braccio. In un primo momento la donna parlò di incidente domestico, ma successivamente denunciò quanto accaduto ai carabinieri.

Nel corso della deposizione, la teste ha riferito anche di un clima lavorativo diventato progressivamente pesante, fatto di richiami disciplinari, note di demerito e procedimenti avviati nei suoi confronti. Secondo quanto dichiarato, tali provvedimenti sarebbero arrivati dopo la scadenza dei termini per eventuali azioni legali sull’episodio della spinta. Nugnes ha inoltre sostenuto di non aver impugnato le sanzioni ritenendole inutili, in quanto – a suo dire – il comandante avrebbe goduto di coperture all’interno dell’amministrazione comunale dell’epoca.

Ulteriori accuse riguardano presunti comportamenti inappropriati sul posto di lavoro, con riferimenti a atteggiamenti aggressivi e a un clima di forte tensione tra gli agenti. La luogotenente ha parlato anche di episodi di umiliazione e di difficoltà operative, tra cui servizi assegnati senza adeguati mezzi e turni non rispettati.

Nel procedimento è emersa anche la questione di un presunto utilizzo improprio di locali del comando come abitazione privata, circostanza che sarebbe stata oggetto di verifiche e accertamenti.

Il processo proseguirà nel mese di maggio, quando verrà ascoltato un ulteriore testimone chiave che contribuì all’avvio delle indagini.

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