
Capua/San Tammaro/Marcianise. Dieci anni complessivi di carcere per una coppia finita sotto processo per una maxi truffa ai danni dei correntisti. È la decisione emessa dalla seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Giustina Giordano e del marito Pasquale Piccolo originario di Marcianise, coinvolti in un sistema illecito che avrebbe fruttato oltre un milione di euro.
Nel dettaglio, alla donna – ex responsabile di una filiale postale di San Tammaro – sono stati inflitti 8 anni e 4 mesi di reclusione, mentre il marito è stato condannato a 1 anno e 8 mesi. Disposta anche la confisca della somma ritenuta provento delle attività illecite, pari a circa 1 milione e 348mila euro. Inoltre, Poste Italiane è stata riconosciuta responsabile civile insieme all’imputata, con l’obbligo di risarcire i danni ai 18 correntisti costituiti parte civile. Prevista anche una provvisionale immediata di 110mila euro. Per l’ex direttrice è scattata infine l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Le accuse contestate alla coppia comprendono peculato, ricettazione, sostituzione di persona e utilizzo illecito di strumenti di pagamento. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’indagine è partita dalla segnalazione di un cliente che aveva notato movimenti sospetti sul proprio conto.
Le attività investigative, condotte dalla Guardia di Finanza con il supporto del servizio antifrode di Poste Italiane, hanno consentito di ricostruire numerose operazioni sospette. L’ex direttrice, sfruttando le proprie credenziali e il ruolo ricoperto, avrebbe avuto accesso ai conti dei clienti, effettuando prelievi e trasferimenti di denaro senza autorizzazione.
Le vittime erano soprattutto persone anziane o comunque utenti poco esperti, che si fidavano dell’operatrice. Un rapporto di fiducia che sarebbe stato sfruttato per portare avanti il sistema illecito, emerso solo dopo approfonditi controlli e verifiche finanziarie.

