
Aversa/Carinaro. Sigilli a beni e attività riconducibili al clan Picca. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Antonio Baldassarre, ha disposto la confisca di un patrimonio stimato in circa un milione e mezzo di euro, ritenuto frutto del reimpiego di capitali provenienti da estorsioni, traffico di stupefacenti e usura. Il provvedimento segue la sentenza di condanna emessa lo scorso 20 febbraio al termine del rito abbreviato.
Le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, condotte insieme ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, hanno ricostruito un articolato sistema di investimenti attraverso cui il gruppo avrebbe reinserito nel circuito legale i proventi delle attività illecite. Secondo gli inquirenti, il clan – radicato tra Teverola e Carinaro – avrebbe puntato in particolare su esercizi commerciali nel centro di Aversa.
Tra i beni confiscati figurano le quote e i cespiti aziendali di due società attive nel settore della ristorazione e del gioco. La prima è la El Pampero S.r.l.s., titolare di un bar con tavola calda in viale Europa; la seconda è la Malu Caffè S.r.l.s., che gestiva una sala giochi con centro scommesse nella stessa area cittadina. Le attività, secondo l’accusa, sarebbero state alimentate anche da capitali di provenienza illecita.
Nel mirino della magistratura anche un appartamento situato in via Filippo Turati ad Aversa, ritenuto parte degli investimenti effettuati per occultare i guadagni illeciti. Le contestazioni hanno coinvolto, tra gli altri, Aldo Picca, condannato a diciotto anni di reclusione, e Michele Vinciguerra, condannato a dieci anni, indicato dagli investigatori come figura di riferimento nella gestione delle estorsioni e nel coordinamento delle attività legate allo spaccio.
Per Picca è stata inoltre disposta la confisca di un’abitazione e di un box auto a Teverola, in via Dietro Corte. Con il provvedimento del GIP, l’intero patrimonio passa ora allo Stato, segnando un ulteriore colpo ai patrimoni accumulati, secondo l’accusa, attraverso l’intimidazione e il controllo del territorio.

