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Negozio chiuso per gravi violazioni sanitarie

 

ORTA DI ATELLA. Chiusura immediata per un’attività commerciale di Orta di Atella, dove sono emerse gravi irregolarità sotto il profilo igienico-sanitario. Il provvedimento è stato disposto con un’ordinanza urgente emanata dal Comune di Orta di Atella, a seguito di un controllo congiunto effettuato dagli uffici comunali e dai carabinieri.

Il sopralluogo risale alla mattinata del 17 novembre, quando personale dell’ufficio tecnico, affiancato dai militari dell’Arma della stazione locale, ha effettuato una verifica all’interno dell’esercizio, situato lungo via Garibaldi. Durante l’ispezione è stata accertata una carenza ritenuta particolarmente grave: l’attività risultava completamente priva di servizi igienici a supporto del personale e dell’esercizio stesso.

Una mancanza che viola apertamente la normativa igienico-sanitaria vigente, soprattutto per le attività aperte al pubblico e, in particolare, per quelle riconducibili al settore alimentare. Le disposizioni europee e nazionali in materia stabiliscono infatti l’obbligo di dotarsi di servizi igienici adeguati, completi di antibagno, superfici facilmente lavabili, acqua corrente e sistemi di erogazione non manuali, requisiti che nel caso in esame non risultavano presenti.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, l’amministrazione comunale ha ritenuto che la prosecuzione dell’attività potesse rappresentare un potenziale rischio per la salute pubblica. Da qui la decisione di adottare un’ordinanza contingibile e urgente, con sospensione immediata dell’attività, senza attendere i tempi ordinari del procedimento amministrativo.

La riapertura sarà possibile solo dopo la completa eliminazione delle criticità segnalate e previa regolarizzazione amministrativa, con la presentazione della comunicazione di avvio tramite il portale “Impresa in un giorno”, nel rispetto delle procedure Suap e delle norme sanitarie.

Il provvedimento è stato notificato al titolare dell’attività e alla proprietà dell’immobile, ed è stato inoltrato alla Polizia Municipale, all’Asl competente e ai carabinieri per le verifiche di competenza. Resta infine la possibilità di presentare ricorso nelle sedi previste dalla legge.

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