
MONDRAGONE/CASTEL VOLTURNO. Si è chiusa l’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere su un articolato giro criminale legato ai furti di automobili, alla manipolazione di telai e targhe e alla successiva immissione dei veicoli o dei loro componenti nel mercato nero. Dodici le persone coinvolte, per le quali ora si apre la fase decisiva che potrebbe portare alla richiesta di processo.
I reati contestati, a vario titolo, comprendono il furto aggravato di auto e motocicli, la ricettazione e il riciclaggio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i mezzi sottratti venivano successivamente “ripuliti” attraverso l’alterazione dei numeri identificativi, la sostituzione delle targhe oppure lo smontaggio completo, così da ostacolare ogni possibile risalita alla provenienza illecita.
Gli indagati risiedono tra Mondragone, Castel Volturno, Teano e Cassino. I fatti contestati si collocano tra il 2023 e il 2024 e riguardano diversi comuni del territorio casertano, tra cui Sparanise, Calvi Risorta, Capua e Santa Maria Capua Vetere. In più episodi, gli inquirenti parlano di azioni ripetute nel tempo, con una serie di furti ravvicinati.
Un aspetto centrale dell’inchiesta riguarda quella che viene definita la “seconda fase” dell’attività criminale: la gestione e il riciclaggio dei veicoli rubati. Alcuni soggetti avrebbero ricevuto le auto per modificarne i dati identificativi o smembrarle, mentre altri sarebbero stati trovati in possesso di componenti come motori, centraline elettroniche e autoradio ritenute di origine furtiva.
Con la notifica della conclusione delle indagini preliminari, gli indagati hanno ora la possibilità di chiedere un interrogatorio o depositare memorie difensive. La vicenda resta nella fase preliminare e, come previsto dall’ordinamento, per tutti vale la presunzione di innocenza fino a una eventuale sentenza definitiva.

