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Trovato il cellulare che dal carcere dava le direttrive al clan

Di 29 Agosto 2025Cronaca

TEVEROLA. La Direzione distrettuale antimafia ha terminato l’inchiesta sul ritrovamento di un microtelefono all’interno della casa circondariale di Poggioreale, utilizzato per comunicazioni illecite verso l’esterno. La Procura sta ora valutando la possibilità di richiedere il rinvio a giudizio per quattro detenuti, tra cui Salvatore De Santis, soprannominato “’o buttafuori”, arrestato nel settembre scorso per associazione di tipo mafioso e oggi recluso a Tolmezzo.

Secondo le accuse, De Santis sarebbe stato parte integrante del gruppo criminale riconducibile ai vertici Aldo Picca – attualmente al 41 bis – e Nicola Di Martino, entrambi legati alla fazione casalese. L’uomo avrebbe gestito, per conto dell’organizzazione, attività di estorsione e traffico di stupefacenti. Durante la sua detenzione nel reparto Avellino del penitenziario napoletano, avrebbe avuto a disposizione il microcellulare per mantenere contatti con l’esterno, garantendo così continuità alle operazioni del clan.

Le indagini hanno inoltre evidenziato che il dispositivo non sarebbe stato utilizzato solo da De Santis. Con lui, nella stessa cella, c’erano altri tre detenuti che avrebbero avuto accesso al telefono: Cristian Pio Intelligenza, 26 anni, di Aversa, accusato di spaccio di droga; Antonio Rega, 38 anni, di Carinaro, imputato per traffico di stupefacenti e associazione a delinquere; e Francesco De Chiara, oggi collaboratore di giustizia.

Per questi ultimi non è stata contestata l’aggravante mafiosa, ma soltanto l’uso irregolare del microtelefono all’interno della struttura carceraria. Con la conclusione della fase investigativa, sarà ora la Procura a decidere se procedere con la richiesta di processo nei confronti di tutti e quattro gli indagati.

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