Skip to main content

Camorra 2.0: il boss comanda in videochiamata, i cantieri sotto assedio

LUSCIANO/PARETE. Un’organizzazione rinnovata ma con metodi vecchi, brutali. Nel 2022, quando ancora la Direzione Distrettuale Antimafia e i Carabinieri di Aversa non avevano inferto il colpo decisivo, il gruppo Bidognetti – una delle costole più attive del clan dei Casalesi – aveva già rialzato la testa. A orchestrare le attività il boss Gianluca Bidognetti, che, sebbene detenuto, continuava a gestire i traffici usando con disinvoltura uno smartphone. Non solo chiamate: vere e proprie videoconferenze, come quella organizzata per annunciare il cambio di vertice tra i suoi uomini, con l’uscita di scena di Giosuè Fioretto e l’ascesa di Nicola Gargiulo, detto “capitone”. Presenti al “summit digitale”, anche Antonio Lanza – oggi collaboratore di giustizia – e un altro affiliato noto come “Peppe di Miano”.

Proprio Lanza ha raccontato agli inquirenti un episodio che solleva serie domande sulla gestione delle carceri italiane e sulle falle nel controllo delle comunicazioni dei detenuti.

Tra i segnali più concreti della riorganizzazione del clan, c’è il ritorno dell’intimidazione ai cantieri nelle storiche roccaforti di Lusciano, Parete e Castel Volturno. Uno degli episodi chiave coinvolge l’imprenditore edile Mirko Traettino, impegnato nella costruzione di un complesso residenziale a Lusciano.

La dinamica è tristemente nota: uomini del clan si avvicinano agli operai in cantiere, li bloccano e fanno sapere che i lavori possono continuare solo dopo il “via libera” del clan. Tradotto: bisogna pagare.

Ma Traettino, consapevole delle dinamiche criminali locali, decide di affrontare direttamente la questione. Si reca a Parete, in un bar situato nei pressi del noto “barbiere degli artisti”, dove sa che può trovare Nicola Garofalo, meglio conosciuto nell’ambiente come Badoglio.

All’inizio Garofalo finge di non sapere nulla, ma l’imprenditore lo costringe a mostrarsi per quello che è: il referente del clan per quella zona. Di fronte al rifiuto di pagare, Badoglio lo mette di fronte alla realtà: o si versa la “tassa” – una cifra indicativa tra i 5 e i 6 mila euro – oppure il cantiere rischia ritorsioni pesanti.

Nella foto Bidognetti e Garofalo

Un click e sei sempre informato! Iscriviti al nostro canale WhatsApp per ricevere le news più importanti. Premi qui ed entra!