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Estorsione al politico, c’è un secondo indagato

Mondragone (red.cro.). C’è un altro indagato nella vicenda della tentata estorsione ed estorsione che sarebbe stata commessa da Tiberio Francesco La Torre, cugino dell’ex boss pentito Augusto, nei confronti degli imprenditori Campoli e del consigliere regionale Giovanni Zannini, per il quale ‘Puntinella’ è stato rinviato a giudizio immediato per il processo del 13 settembre prossimo.

La posizione di una persona vicino a Tiberio La Torre, infatti, è stata vagliata dagli inquirenti che avrebbero ravvisato un diverso reato seppur minore. E’ quanto emerge dagli atti che hanno portato al rinvio a giudizio immediato La Torre. Il pregiudicato fu arrestato lo scorso 17 maggio dai Carabinieri di Mondragone, ed è attualmente detenuto al carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Il Gip ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Roberto Patscot, che, con l’aggiunto Del Prete, ha coordinato in questi mesi le indagini scattate proprio a seguito alla denuncia sporta da Zannini, presidente della VII Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile del Consiglio regionale della Campania.

Il processo partirà il prossimo 13 settembre al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (collegio A della prima sezione penale) con l’accusa di tentata estorsione ed estorsione aggravate dal metodo camorristico. Per la Procura antimafia, La Torre, in concorso con un complice non ancora identificato, voleva estorcere 50 mila euro a Zannini sul presupposto di finte pretese risarcitorie, e per questo si è presentato a casa del consigliere regionale senza che nessuno gli aprisse la porta, ma costringendo i familiari a restare chiusi in casa mentre il politico si recava dai carabinieri. Parti offese nella vicenda sono anche gli imprenditori dei rifiuti Campoli