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Cecere ‘ostaggio’ di un accordo politico tra 4 sigle che sta bloccando un paese

Capodrise. Lo avevano stigmatizzato e non poco quelli della lista ‘Viva Capodrise’ che l’accordo politico scritto tra le quattro sigle avrebbe causato ingovernabilità.

Era stato tutto previsto

Era stato detto proprio dall’allora candidato sindaco Vincenzo Negro in quella conferenza andata in diretta Facebook a 3 giorni dal silenzio elettorale. E’ tutto agli atti e disponibile sui social.

Oggettivamente, dopo che è passato un mese dalla fine della campagna elettorale e a dieci giorni dalla semplice individuazione di una giunta ancora ‘fantasma’, tutto va come aveva previsto l’attuale opposizione.

Ma non ci voleva la sfera di cristallo per capire che quell’accordo tra quattro sigle è anacronistico per questi tempi e rende il sindaco soggetto a troppe limitazioni; per informazioni basta chiedere al gruppo Siamo Capodrise, che ha già perso 2 consiglieri.

Quando i primi diventano ultimi

Proprio la suddetta compagine è assolutamente penalizzata e forse prima di firmare questa alleanza ‘capestro’ avrebbe dovuto riflettere meglio.

Al punto 8 dell’accordo c’è l’attribuzione delle deleghe agli assessori e ai consiglieri comunali e la priorità di scelta è stata assegnata alle sigle che avevano meno candidati e che sono arrivate quarta e terza: Capodrise Futura e Alleanza per Capodrise che si è già presa anche la presidenza.

Quindi ci sono ottime possibilità che i Lavori pubblici vadano all’assessore Pasquale De Filippo che di mestiere fa il tecnico comunale nel comune dei cugini marcianisani, mentre le attività produttive e l’Urbanistica potrebbero andare a Marcela Gigliano del quartiere San Donato.

Le politiche sociali andranno sicuramente a Tommasino Fattopace e solo alla fine si sceglierà per Margherita Nero, quello che resta sulla tavola, qualche contorno.

Ma come è possibile? Gli ideatori del progetto, quelli che hanno determinato la frattura di un anno fa e la sfiducia all’ex sindaco e che hanno impostato il progetto risultato vincente devono subire tutte queste mortificazioni?

Cecere in campagna ha marciato come un candidato al Consiglio

Solo perché hanno sotto il loro vessillo il sindaco che in campagna elettorale ha camminato come se fosse un consigliere comunale rinfoltendo il pacchetto di voti su un singolo candidato all’Assise proprio di Siamo Capodrise.

Anche questo atteggiamento ha generato intransigenza delle altre compagini nei confronti di Siamo Capodrise.

Per questo i coordinatori politici Pietro Pontillo e Pino Camerlingo hanno deciso di uscire dalla formazione, all’istante, al primo consiglio comunale.

Troppa gente in mezzo

Ma può una cittadina piccola come Capodrise essere soggetta a queste restrizioni e a tutte queste persone che dall’esterno vengono in Municipio e si mettono a dirigere l’orchestra? Per non parlare dei marcianisani e del Pd, dove sta capitando di tutto.

Si sta cercando un delicato equilibrio tra la componente Oliviero e quella Graziano rappresentata proprio dall’assessore in pectore Rossetti, ma quelli del Pd che hanno più tessere sono il gruppo Silvano/Moretta che è stato prosciugato dal ciclone Tommaso. E su questo ci hanno messo mano pure gli Abbate. Un problema nel problema che sta rallentando ancor di più la situazione. E’ il caos totale e su questo a Marcianise sono specialisti, basta vedere quante volte si è votato negli ultimi 10 anni.

Cecere vai da solo, non pensare a nessuno

Per questo restiamo dell’idea che Cecere debba stracciare in mille pezzi quel foglio e procedere di testa sua, dettando la sua linea e scegliendo i ruoli che maggiormente competono ai singoli.

Altrimenti da #meglioinsieme si passeggerà al #maleinsieme.