
SANTA MARIA CAPUA VETERE/RECALE/PORTICO/MACERATA CAMPANIA/CASERTA. Scatta la fase degli interrogatori per le 18 persone indagate a piede libero nell’inchieste sulle truffe su conti correnti mediante SMS e telefonate di phishing.
Dopo le perquisizioni dei giorni scorsi, infatti, per i 7 casertani coinvolti è stato il momento di andare negli uffici della polizia postale di San Nicola la Strada per essere ascoltati in merito all’inchiesta che finora ha prodotto solo acquisizioni documentali e nessuna misura. Quasi tutti gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alla presenza dei loro legali. Nel collegio difensivo gli avvocati Antimo Iuliano, Rosario Avenia e Gianluca Giordano.
Gli indagati sono in totale 18, nella quasi totalità giovanissimi: Mauro Manzo, Morgan Catania, Alessandro Gennaro (Santa Maria Capua Vetere), Massimo Fusco, Aniello De Crescenzo, Giovanni Sagliano, Salvatore Errichiello, Elvira Teresa Esposito, Daniele Gadola (Recale), Fulvio Caliendo (Caserta), Michele Ventriglia (San Prisco), Giuseppe Merola (Portico), Simone Anacleto, Emanuele Ferchichi (Macerata Campania), Francesco Pio Palmentieri, Armando Buccino (Castel Volturno), Michele Melella, Geson Sorgente.
Dopo circa un anno di indagini, scaturite dalla querela di un ottantenne milanese, la Polizia di Stato ha eseguito nei giorni scorsi diciotto perquisizioni tra Toscana e Campania a carico di altrettanti soggetti indagati, in concorso tra loro, per truffa aggravata. L’attività investigativa, condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Lombardia sotto la direzione della Procura della Repubblica di Milano, ha permesso di ricostruire l’insidioso meccanismo truffaldino che ha indotto la vittima a trasferire l’ingente somma complessiva di 241.000 euro su conti correnti aperti e gestiti dagli indagati.
In particolare, il cittadino milanese ha ricevuto un SMS, apparentemente riconducibile al servizio clienti del proprio istituto di credito, che lo avvisava di un attacco informatico in corso sul suo dispositivo mobile e sui conti correnti ad esso collegati; cliccando su un link riportato nel medesimo SMS, avrebbe avviato la fantomatica procedura di blocco per la messa in sicurezza del capitale.
Subito dopo aver seguito le indicazioni dei criminali, il malcapitato ha ricevuto la telefonata di un sedicente operatore del servizio antifrode della propria banca, il quale, dopo avergli confermato che il suo conto corrente era sotto attacco, lo ha indotto a spostare tutti i propri risparmi verso conti “sicuri” al fine di interrompere i “prelievi non autorizzati”. Tale trasferimento è avvenuto attraverso diversi bonifici eseguiti dalla vittima verso IBAN riconducibili a conti correnti italiani.
Uno dei principali espedienti che hanno tratto in inganno il truffato è consistito nel cosiddetto spoofing del numero di telefono da cui ha ricevuto l’SMS e la successiva telefonata. Grazie a tale tecnica, infatti, è possibile inviare SMS ed effettuare telefonate di tipo VoIP (Voice over Internet Protocol), mediante personal computer e altri dispositivi informatici, potendo scegliere liberamente il numero di telefono che apparirà sul display dello smartphone ricevente.
Gli accertamenti svolti dal C.O.S.C. Lombardia hanno consentito agli investigatori di risalire ai 18. Le perquisizioni informatiche svolte con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni sui cellulari e sugli altri dispositivi informatici sequestrati agli indagati hanno già fornito agli inquirenti milanesi importanti riscontri sulla vasta portata dell’attività.

